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fiches di omologazione Archivi - FederIspettori

Per gli operatoriPer gli utenti

Dopo un anno di presentazioni, anteprime e comunicati, ma soprattutto di duro lavoro, si può finalmente inaugurare la prima sezione di Omoshop, l’archivio delle schede di omologazione di motocicli e ciclomotori. Il progetto nasce dalla collaborazione fra Diego Brambilla, fondatore di Revisioniautoblog, Tiziano De Rosa, titolare di un’agenzia di pratiche auto in provincia di Pordenone ed Andrea Ioele, studente di informatica all’università di Ferrara. Il sito che ospita l’e-commerce era già noto a tutti gli operatori del settore grazie alla “Piattaforma RAB” di libero accesso, il più grande database esistente in Italia contenente numerose informazioni utili allo svolgimento della revisione ministeriale quali l’ubicazione del numero di matricola, del coefficiente di opacità, delle targhette di identificazione e della presa diagnostica OBD2. Omoshop è stato concepito come ulteriore strumento di supporto per consentire ad ispettori e centri di controllo di reperire in breve tempo i dati tecnici non trascritti sulle carte di circolazione, una problema molto frequente per i veicoli d’interesse storico/collezionistico, i ciclomotori e le reimmatricolazioni in generale. Da oggi con un semplice click ed una piccola spesa è possibile scaricare la scheda di omologazione di qualsiasi motoveicolo cercando fra gli oltre 3000 files archiviati nel database organizzato secondo casa costruttrice e modello del veicolo. La natura dei documenti è la principale garanzia sulla veridicità delle informazioni contenute in essi: la scheda di omologazione – o fiche di omologazione – rappresenta l’atto amministrativo con il quale la Motorizzazione Civile autorizza il costruttore alla commercializzazione di un veicolo idoneo alla circolazione su strada. Per ogni unità tecnica indipendente del sistema-veicolo viene verificata l’ottemperanza alle normative vigenti di riferimento e vengono registrate quote e marcature che ne consentono l’identificazione. La trascrizione del referto dei test eseguiti in fase di omologazione completa il quadro: per ogni veicolo non solo vengono riportate le caratteristiche fisiche, ma anche le prestazioni rilevate in termini di velocità, potenza, rumorosità ed emissioni inquinanti. Sulla carta di circolazione viene trascritta una minima parte di queste informazioni per ragioni di spazio: la scheda di omologazioni per alcuni veicoli può superare le cinquanta pagine in formato A4, un vero e proprio fascicolo composto da informazioni, disegni tecnici e dichiarazioni di conformità. Indescrivibile la mole di lavoro a monte di questo ambizioso progetto, forse la ragione che lo rende innovativo, unico ed inimitabile in Italia. La digitalizzazione ed archiviazione dei cartacei ha accompagnato tutta la vita lavorativa di Tiziano che in oltre 40 anni di attività ha raccolto questi preziosissimi documenti in alcuni casi smarriti anche dalla Motorizzazione Civile. Diego ed Andrea hanno reso questo patrimonio accessibile a tutti: cliccando su “ARCHIVIO OMOLOGAZIONI” puoi visionare direttamente l’e-commerce. Cosa aspetti?

 

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Per gli operatoriPer gli utentiTecnica

Vespa 125 ET3 Primavera del 1976

Con l’avvento della primavere inizia la stagione dei motociclisti e come ogni anno riemergono i consueti dubbi amletici riguardanti l’ammissibilità o meno di alcune modifiche ai veicoli. – Si può circolare senza frecce? La moto è stata omologata così! -. Domanda tanto imprecisa quanto ricorrente, ma merita una risposta definitiva con riferimenti alle normative vigenti. Si può circolare senza frecce, lo afferma il codice della strada, altrimenti come si spiegherebbero i motoraduni domenicali dei Vespa Club? Come tutti sanno, le versioni più blasonate della simpatica icona italiana non sono provviste di indicatori di direzione dall’origine e l’installazione in un secondo momento comporterebbe un vero e proprio stupro alle linee armoniose che l’hanno resa celebre (tralasciando le difficoltà tecniche relative all’installazione).

L’art. 154 del Decreto Legislativo n. 285/92 (link) , il cosiddetto “nuovo codice dalla strada”, disciplina il comportamento dell’automobilista durante il cambio di direzione e prevede indirettamente i veicoli senza indicatori di direzione: [..] 2. Le segnalazioni delle manovre devono essere effettuate servendosi degli appositi indicatori luminosi di direzione. Tali segnalazioni devono continuare per tutta la durata della manovra e devono cessare allorché essa è stata completata. Con gli stessi dispositivi deve essere segnalata anche l’intenzione di rallentare per fermarsi. Quando i detti dispositivi manchino, il conducente deve effettuare le segnalazioni a mano, alzando verticalmente il braccio qualora intenda fermarsi e sporgendo, lateralmente, il braccio destro o quello sinistro, qualora intenda voltare. [..]

La prima parte del quesito iniziale è risolta, ma è bene precisare che non è ammessa la rimozione degli indicatori di direzione su veicoli che li montano di serie in quanto si tratterebbe di alterazione di un equipaggiamento  approvato in origine (violazione art.72 del c.d.s.)L’unico documento ufficiale che contiene indicazioni relative a tutte le caratteristiche costruttive del veicolo sono le cosiddette fiches di omologazione, vere e proprie schede tecniche dettagliate che purtroppo non sono accessibili a tutti, tanto meno agli ispettori della revisione ministeriale. Nonostante ciò, la Direttiva Europea 93/92/CEE (link) recepita in Italia con Decreto Ministeriale 3 Novembre 1994 (link) fornisce alcune indicazioni temporali importanti per determinare con certezza la presenza degli indicatori di direzione su alcune categorie di veicoli. A partire dal 1° Novembre 1995 (termine dalla direttiva 93/92CEE negli stati membri) tutti i motoveicoli messi in circolazione devono essere provvisti di indicatori di direzione secondo le specifiche dettate dalla direttiva comunitaria:

[..]Ciascun motociclo a due ruote deve essere munito dei seguenti dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa:

  • 1.1. proiettore abbagliante,
  • 1.2. proiettore anabbagliante,
  • 1.3. indicatori di direzione,
  • 1.4. luce di arresto,
  • 1.5. luce di posizione anteriore,
  • 1.6. luce di posizione posteriore,
  • 1.7. dispositivo d’illuminazione della targa d’immatricolazione posteriore,
  • 1.8. catadiottro posteriore, non triangolare. (Allegato IV – 93/92 CEE)

Diverse le regole per i ciclomotori: la direttiva sopra citata non prevede alcun obbligo per le case produttrici di “cinquantini” a due ruote relativo agli indicatori di direzione. A conferma di ciò l’ultima serie del glorioso Piaggio Ciao, il “Kat Euro 2” prodotto dal 2003 al 2006 senza frecce (foto di destra). Fortunatamente la gran parte delle case costruttrici seguendo l’onda dei motocicli ha omologato i ciclomotori a partire dagli anni 90 in poi con indicazioni di direzione, un componente fondamentale per la sicurezza stradale. Di seguito i riferimenti normativi (Allegato II – 93/92 CEE):

[..] Ciascun ciclomotore a due ruote deve essere munito dei seguenti dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa:

  • 1.1. proiettore anabbagliante,
  • 1.2. luce di posizione posteriore,
  • 1.3. catadiottri laterali, non triangolari,
  • 1.4. catadiottro posteriore, non triangolare,
  • 1.5. catadiottri dei pedali, solo per i ciclomotori a due ruote muniti di pedali non retrattili,
  • 1.6. luce di arresto. .

Ciascun ciclomotore a due ruote può, inoltre, essere dotato dei seguenti dispositivi di illuminazione e di segnalazione luminosa:

  • 2.1. proiettore abbagliante,
  • 2.2. indicatori di direzione,
  • 2.3. dispositivo di illuminazione della targa posteriore di immatricolazione,
  • 2.4. luce di posizione anteriore,
  • 2.5. catadiottri anteriori, non triangolari.

L’allegato III della direttiva 93/92CEE prevede inoltre l’obbligo di installazione di indicatori di direzione per i ciclomotori a tre/quattro ruote con carrozzeria chiusa.

CURIOSITÀ

  • La direttiva 2009/67CE (linkdel 13 Luglio 2009 che abroga la precedente 93/92CEE non prevede l’obbligo di installazione di indicatori di direzione per ciclomotori a due ruote e ciclomotori triciclo/quadriciclo senza carrozzeria chiusa.
  • Alcuni motocicli che si prestano all’uso sportivo sono dotati di impianto elettrico modulare per consentire l’attacco/stacco rapido degli indicatori di direzione, ma per la circolazione su strada – e quindi per la revisione ministeriale – devono avere installati tutti i dispositivi di sicurezza. A tutti gli acquirenti di motocicli pronto pista regolarmente immatricolati da 1° Novembre 1995 viene fornito  tutto l’occorrente per la circolazione su strada (immagine di destra)