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La parola ai sociPer gli operatoriPer gli utentiFederispettori

La prima forma di terzietà del ruolo dell’ispettore, o per meglio dire, di separazione della figura dell’ispettore dal centro di revisione privato, è finalmente realtà, almeno nei mezzi pesanti.

Ieri, 3 febbraio 2023, si è tenuta la prima seduta di revisione di mezzi pesanti con un Ispettore Abilitato privato, un Modulo C come viene chiamato nell’ambiente: “Ora non si torna indietro” per citare le esatte parole del Direttore Generale D’Anzi, proprio in riferimento alla privatizzazione del sistema di revisione dei mezzi pesanti, pronunciate solo poche settimane fa durante l’ultimo incontro con la delegazione di FederIspettori, per definire il futuro imminente degli Ispettori Abilitati Modulo C. (Link)

Il primo sassolino è stato lanciato nello stagno e, proprio come le onde concentriche che si generano sull’acqua, il moto delle esternalizzazioni, partito dalla motorizzazione di Napoli, sarà presto seguito da molti altri dipartimenti, provincia dopo provincia.

L‘esito complessivo della prima seduta, tenuta da un Ispettore Abilitato privato presso una officina 870 di Caivano, in provincia di Napoli, è stato positivo, pur con qualche piccolo inconveniente tecnico, dovuto al “solito” malfunzionamento del portale e ad un po’ di genuina ansia per la delicatezza della situazione ,brillantemente superata e le tempistiche ristrette che richiedono preparazione e disinvoltura nell’approccio a questo genere di mezzi.

Questo esordio può essere un grande incoraggiamento per tutti coloro che, non senza timori ed incertezze, si stanno affacciando a questa nuova opportunità professionale, che necessiterà di rodaggio e perfezionamenti in corsa. 
Questo straordinario traguardo è il frutto del lavoro del Direttore Generale Pasquale D’Anzi che in questi anni si è speso costantemente al fine di combattere e ridurre le lungaggini e i disservizi accumulati dai vari dipartimenti, portando a compimento una riforma epocale per il nostro paese, da sempre restio ad ogni possibile cambiamento, trovando in FederIspettori un interlocutore affidabile e autorevole, che fin da subito ha creduto nella professionalizzazione dell’ispettore come figura cardine per la soluzione dei problemi del settore, accreditandosi nei tavoli istituzionali e cercando costantemente il dialogo con tutti gli attori professionali coinvolti.

Non resta che proseguire su questa strada, con il prossimo ambizioso obiettivo di portare anche nel campo delle revisioni dei veicoli leggeri una ventata d’aria fresca e di rinnovamento per restituire al settore l’importanza e l’autorevolezza persa negli anni.

Per gli operatoriFederispettori

Finalmente ci siamo…o quasi.
Meno di una settimana fa, il 18 gennaio 2023, i rappresentanti di Federispettori, Diego Brambilla e Mirko Ortolani rispettivamente Segretario Nazionale e Vicepresidente,sono stati ricevuti dal Direttore generale Pasquale D’Anzi per discutere su presente e futuro degli Ispettori Modulo C e la relativa privatizzazione delle revisioni dei mezzi pesanti.Dovendo sintetizzare in poche parole l’incontro,si potrebbe mutuare una famosa scena cinematografica dal Film “Matrix”,in cui il protagonista, catapultato in una realtà nuova e insidiosa,come i nuovi Ispettori Modulo C abilitati,si trova a dover compiere una scelta importante:

Pillola azzurra: fine della storia…Pillola rossa: resti nel paese delle meraviglie”

Tornando al “mondo reale” delle revisioni dei mezzi pesanti ,la nostra pillola rossa richiede un pizzico di coraggio e di iniziativa da parte degli Ispettori Modulo C abilitati affinchè si mettano presto in condizione di essere operativi,sbrigando quanto prima le pratiche burocratiche necessarie quali Assicurazione, apertura P.Iva , iscrizione al RUI e comunicazione delle disponibilità alla/e DGT con le quali intendono operare.La privatizzazione dei pesanti è un opportunità, ma va approcciata con le dovute precauzioni,in quanto è un sistema nuovo, ancora tutto da rodare che necessiterà di essere perfezionato e aggiustato in corsa,ma la corsa deve iniziare.La parola d’ordine al momento è quindi partire quanto prima con le prime sedute tenute dai nuovi ispettori privati.L’obiettivo prossimo è quello di rendere gli ispettori mod. C delle figure professionali duttili all’ingranaggio delle motorizzazioni ,veri e propri professionisti autonomi ,e contestualmente appianare i contrasti con gli attuali  dipendenti “demansionati” delle DGT che si sentono minacciati da questa riforma.

Per gli operatori

Sono numerose le indiscrezioni trapelate dopo l’approvazione del DL Infrastrutture da parte del Consiglio dei Ministri, ma per l’ufficialità delle informazioni abbiamo atteso la pubblicazione in Gazzetta avvenuta poco fa, venerdì 10 Settembre 2021 (link). L’eterna diatriba sulla targa prova, più volte oggetto di mobilitazione di vario genere negli ultimi anni, è finalmente giunta ad una risoluzione in linea con la richiesta delle associazioni di categoria del settore. Ai sensi del D.P.R. 24 Novembre 2001 n. 474 che integra e modifica l’Art.98 del C.d.S., il contrassegno fu concepito per sopperire alla mancanza della carta di circolazione – quindi della targa – per i veicoli ancora da immatricolare che per esigenze quali prove tecniche, sperimentazioni, oppure trasferimenti o semplice test drive, devono circolare su strada pubblica. Si tratta, di fatto, di una speciale deroga ad alcune norme del Codice della Strada rivolta esclusivamente a specifiche categorie professionali tra cui rientrano autofficine e commercianti di automobili. Tali soggetti, che peraltro rappresentano la gran parte dei titolari di licenza, occupandosi sia di veicoli da immatricolare (allestimenti o commercio di veicoli nuovi) che di veicoli già immatricolati (riparazioni o commercio di veicoli usati) hanno sfruttato lo strumento in entrambi i casi travisandone la funzione. La targa di prova è diventata, negli anni, una polizza assicurativa ad-personam per mobilitare qualsiasi veicolo sprovvisto di RCAuto secondo le più che ragionevoli esigenze di chi opera in questo campo. Nonostante in più occasioni il Ministero dei Trasporti avesse strizzato l’occhio a questa deformazione della normativa – che solo con molta fantasia si poteva ritenere un’interpretazione alternativa –, il Ministero dell’Interno, dopo una serie di sentenze discordanti della Cassazione, si è espresso in via definitiva emettendo la circolare n. 300/A/2689/18/105/20/3: “Questa direzione ritiene che, diversamente dalla prassi ormai consolidatasi, l’autorizzazione alla circolazione di prova di cui all’art. 98 C.d.S. abbia il solo scopo di evitare di munire della carta di circolazione un veicolo che circola su strada per determinate esigenze”. Ciò si somma alla sentenza della cassazione civile n.16310 04/08/2016 per un ricorso a seguito di violazione dell’Art.80 del C.d.S. (revisione ministeriale) commessa da un professionista mentre transitava su strada munito di targa di prova, chiaramente respinto. Ne deriva che l’unica soluzione per mobilitare un veicolo sprovvisto di RCAuto o di revisione ministeriale in corso di validità era tramite carro attrezzi o bisarca, un’operazione molto dispendiosa ed incompatibile con alcune esigenza lavorative quali, ad esempio, qualsiasi forma di test o prova tecnica. Oggi è finalmente colmato il buco normativo, una novità ben vista anche dai centri di revisione che potranno liberamente offrire il servizio di ritiro a domicilio in piene legalità senza il rischio di incorrere in sanzione per i veicoli non in regola con le scadenze. L’articolo 1, comma 3 del DL Infrastrutture infatti, oltre ad estendere l’utilizzo della targa prova ai veicoli già immatricolati, specifica la deroga agli obblighi previsti dall’art. 80 del C.d.S., ovvero alla revisione in corso di validità per circolare su strada. Buone notizie, a seconda dei punti di vista (alle associazioni dei parenti delle vittime di incidente stradale ed ai sindacati degli autisti NON piace questo elemento), sul fronte veicoli pesanti. Il comma 1049 della Legge di Bilancio 2019  aveva emendato il comma 8 dell’art. 80 del C.d.S. integrando, in tema di revisioni effettuate da imprese private, i veicoli – sottinteso a motore – aventi massa a pieno carico superiore a 3,5 t se destinati al trasporto di merci non pericolose o non deperibili in regime di temperatura controllata (ATP)”. Il provvedimento aveva goffamente escluso rimorchi e semirimorchi (veicoli non a motore) che rappresentano una fetta consistente dell’autotrasporto, vanificando di fatto il tentativo di privatizzare la revisione di questa tipologia di veicoli. Con l’integrazione di rimorchi e semirimorchi al comma 8 dell’art. 80 (Art.1, comma 1, punto “c” – DL Infrastrutture) il gioco è fatto. Spetterà alla Direzione Generale della Motorizzazione definire le regole attuative, una fase che passerà alla storia per gli scontri fra associazioni di categoria: ne vedremo veramente delle belle. L’unico aspetto indubbiamente positivo di questa vicenda è che si può considerare l’elemento trainante di un’altra attesissima novità, ovvero la determinazione delle commissioni di esame per l’abilitazione di nuovi tecnici (Art.1, comma, comma 6 – DL Infrastrutture). Il riferimento è al comma 4-septies dell’art. 92 della Legge n.27 del 24 Aprile 2020 (conversione in legge del  DL Cura Italia) che autorizza gli ispettori privati alla revisione dei veicoli pesanti in ausilio agli operatori pubblici, un provvedimento rimasto sulla carta proprio a causa della mancanza delle commissioni d’esame e quindi di soggetti regolarmente abilitati. Entro 30 giorni dall’entrata in vigore del DL Infrastrutture il Mims dovrà emettere il decreto attuativo che definirò tutti i dettagli operativi. Dopo oltre 3 anni di blocco della formazione, finalmente, appare la luce in fondo al tunnel.

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