
Roma, 2 febbraio 2026 – La pubblicazione degli emendamenti al vaglio parlamentare (in particolare il 9.48 e il 9.49) segna un punto di non ritorno per il settore delle revisioni dei mezzi pesanti. Federispettori, attraverso un’analisi puntuale dei testi normativi, denuncia l’ennesimo tentativo di trasformare una misura emergenziale in una prassi ordinaria, a discapito della sicurezza e della dignità professionale.
🔍 1. Il Documento della Discordia: Analisi dell’Emendamento 9.48
L’emendamento a firma Marino propone una modifica chirurgica ma devastante: la sostituzione sistematica della data del “31 dicembre 2025” con quella del “31 dicembre 2026”.
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L’anomalia temporale: Si interviene sull’Articolo 13, comma 6-bis del D.L. 183/2020. Ricordiamo che questa norma è nata per gestire l’emergenza Covid. Prorogarla al 2026 significa che un provvedimento “eccezionale” è diventato un pilastro (marcio) del sistema per oltre sei anni.
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L’escamotage pensionistico: L’emendamento richiama l’Articolo 1, comma 489 della legge 147/2013 e le deroghe ai decreti su “Quota 100”. L’obiettivo è chiaro: permettere a personale in pensione di continuare a percepire compensi per le revisioni superando i limiti di cumulo e i vincoli di legge ordinaria.
🤡 2. Il Paradosso: Esami di Stato per Restare in Panchina
L’assurdità è cristallizzata in un contrasto che Federispettori non può più tacere:
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Da un lato, lo Stato autorizza nuovi Ispettori Tecnici (liberi professionisti) dopo un percorso di formazione e severi esami abilitativi.
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Dall’altro, con l’emendamento 9.48, lo stesso Stato dichiara che per tutto il 2026 ha ancora bisogno di “richiamare i pensionati” perché non saprebbe come gestire le revisioni.
È una menzogna tecnica. Gli ispettori autorizzati ci sono, sono pronti e sono certificati. Tenerli fermi per dare spazio a chi ha già concluso il proprio ciclo lavorativo non è “necessità”, è ostruzionismo burocratico.
🏗️ 3. Governance e Sanzioni: L’Ombra di ANSFISA
L’emendamento 9.49 (Russo, Cerreto, Sbardella) sposta l’attenzione sulla struttura dell’Agenzia (ANSFISA), modificando il cosiddetto “Decreto Genova” (D.L. 109/2018).
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Vengono ridisegnati i flussi delle entrate, stabilendo che le sanzioni irrogate diventino entrate proprie dell’Agenzia.
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L’assurdità: Si dedica un’attenzione maniacale alla ripartizione dei proventi sanzionatori e alla pianta organica dirigenziale, mentre si ignora completamente il collasso operativo delle linee di revisione, affidate ancora una volta a proroghe emergenziali.
📢 Le Conclusioni di Federispettori
La proposta di proroga al 31 dicembre 2026 è la prova provata che non esiste una volontà politica di modernizzare il settore.
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Cosa chiediamo: Lo stralcio immediato di ogni proroga relativa al personale in quiescenza.
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La nostra posizione: Se il sistema degli ispettori autorizzati è stato varato, deve essere messo in condizione di funzionare. Non accetteremo che giovani professionisti e tecnici esperti restino fuori dal mercato per foraggiare un sistema basato su deroghe perpetue a norme nate sotto l’egida di una pandemia ormai superata.
Il tempo delle proroghe è scaduto. È ora di restituire le chiavi del settore a chi ha il titolo, la competenza e l’età per operare.
