Il “certificato”  (lat. certum “certo”-facere “fare”) è un documento rilasciato da ente o persona qualificata ad attestare l’esistenza di un fatto o un diritto.  Contestualizzando il significato letterale del termine nel campo delle revisioni ministeriali , si può affermare che il responsabile tecnico, incaricato di pubblico servizio, attesta il chilometraggio del veicolo riportando il valore dell’odometro al momento del controllo. Questa pratica, introdotta con il protocollo MCTC-Net 2 nel 2015 (per approfondimenti leggi “Chilometraggio ultima revisione, dato attendibile?”), segna di fatto l’apparente vittoria della legalità sulla truffa dei chilometri. Per definizione, la truffa dei chilometri consiste nell’alterazione del valore di percorrenza di un veicolo con il fine di ingannare il possibile acquirente. Di fatto, questa truffa riguarda l’odometro, ovvero l’unico strumento sul quale il responsabile tecnico può leggere il chilometraggio: come si può certificare avendo come unica fonte un dato che potrebbe essere non veritiero? Oltre all’errore tecnico c’è l’errore etimologico; è un controsenso dichiarare il vero (certum facere) facendo riferimento ad un dato non vero. Il responsabile tecnico inconsapevolmente è complice del raggiro perchè con la propria autorità contribuisce al gioco dei truffatori trascrivendo un dato non corrispondente allo stato di fattoAutenticare è una cosa, leggere un dato e trascriverlo un’altra. Leggendo il libro di “Non prendermi per il chilometro” e chiacchierando con l’autore Alfredo Bellucci, apprendo che la truffa dei chilometri non si limita alla sovrascrittura del dato chilometrico, ma comprende anche la sostituzione di svariate componenti e la falsificazione dei libretti service. Il business che si cela dietro questa pratica illecita è di dimensioni spropositate tanto che gli attori di questo teatro sono diventati talmente specializzati da essere difficilmente smascherabili. Il responsabile tecnico ha le competenze e i mezzi per poter risalire ad eventuali truffe? No. Il responsabile tecnico certifica se un veicolo è idoneo o meno alla circolazione,  e chiedo scusa se è poco. La certificazione del chilometraggio è un insieme di documenti che sicuramente terrà conto del dato rilevato in sede di revisione, ma senza attribuirgli la veridicità assoluta. La prima revisione ministeriale avviene dopo quattro anni dalla data di immatricolazione; se un veicolo venisse schilometrato in quel lasso di tempo? Se il responsabile tecnico avesse sbagliato ad inserire il dato? Non voglio giustificare le sviste, ma un errore di digitazione ha un peso differente rispetto ad una certificazione falsa.  Per valorizzare il dato rilevato nel centro di revisioni, alcuni responsabili tecnici hanno deciso spontaneamente di integrare alle documentazioni obbligatorie una dichiarazione scritta del chilometraggio rilevato con tanto di firma del cliente, così da scongiurare il rischio dell’errore umano. Un passo avanti, ma c’è sempre la possibilità che la dichiarazione sia falsa: un evento registrato con accettazione bilaterale non è una certificazione.

Trovo assurda la mail inviata da un funzionario tecnico della Motorizzazione di Genova ai centri di revisione della provincia nella quale si raccomanda il controllo da parte dei responsabili tecnici del chilometraggio all’ultima revisione tramite “Il portale dell’automobilista”.

[…]E’ giunta notizia a questo Ufficio che alcuni commercianti della fattispecie già enunciata in precedenza, provvedono a richiedere la revisione di veicoli già revisionati a cui sono stati ridotti artificiosamente i chilometri indicati, provvedendo preventivamente a staccare dalla carta di circolazione il talloncino relativo all’ultima revisione effettuata.

Onde bloccare e rendere vano questo tentativo di truffa, è opportuno che, prima di procedere alla revisione di un veicolo, il responsabile tecnico verifichi sul portale dell’automobilista la presenza di revisioni effettuate e non presenti sulla carta di circolazione, astenendosi, in caso di verifica positiva,  dall’effettuare l’operazione ed invitando l’utente a richiedere il duplicato della carta di circolazione a questo Ufficio.  Contestualmente sarà data notizia a questo Reparto utilizzando il consueto modulo già utilizzato per le segnalazioni sui numeri di telaio.

Cordiali saluti.

L’amministrazione  dispone in tempo reale di tutti i dati delle revisioni eseguite in Italia compreso lo storico dei chilometraggi, dato pubblico successivamente occultato (sparisce lo storico dei chilometri, una beffa): perchè non richiamare direttamente i veicoli dubbi? Perchè penalizzare per l’ennesima volta i centri di revisione privati vittime sempre più della concorrenza spietata?

Mi rivolgo a Maurizio Caprino, giornalista de “Il sole 24 ore” e autore dell’articolo “Contachilometri truccato, rischierà anche chi fa la revisione: secondo lei, alla luce di quanto detto precedentemente, è giusto che i centri di revisione spendano altri 3900 euro  per un’apparecchiatura non strettamente collegata alla loro mansione? La saluto proponendole una foto scattate in data odierna che rappresenta un veicolo sospeso dalla circolazione per gravissime lesione al telaio a causa della ruggine. Chi mastica qualcosa di meccanica sa che un cedimento del duomo dell’ammortizzatore porterebbe a conseguenze poco piacevoli.

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Questo è quello che facciamo!

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  • Maurizio Caprino ha detto:

    Giusto o non giusto (non sta a me dirlo), resta il fatto che il revisore è un professionista e l’acquirente è un consumatore che riceverà un certificato che proviene da un professionista. Per come è impostata la legislazione europea, ciò basta a creare nella parte debole e protetta (il consumatore) un affidamento su quanto contenuto nel documento. Quindi, anche il revisore può venire citato davanti al giudice, che si farà le sue idee e deciderà. Al revisore non resterà che decidere se restare sul mercato o no (anche alla luce delle decine di migliaia di euro di investimento che possono essergli necessarie per adeguarsi pienamente a tutti i requisiti richiesti dalle ultime norme, non certo alla luce degli ulteriori 3.900 euro necessari per verificare il chilometraggio)

    • Bebo Branca ha detto:

      Buongiorno signor Caprino, ho letto il suo articolo e mi piace l’idea che qualcuno si interessi di questa truffa, ma a volte si spara a zero su un’intera categoria senza neanche rendersene conto. Il suo giornale, che tra l’altro stimo, con il suo articolo sta andando ad urtare le persone che rappresentano questa categoria…. quella dei responsabili tecnici dei centri revisione; sto parlando di oltre 8000 centri revisione. Se consideriamo due responsabili tecnici (futuri Ispettori dei Centri di Controllo), non “revisori”, per ogni centro revisione, più quelli non operativi, più i proprietari, non voglio sbilanciarmi troppo ma stiamo parlando di un bacino di oltre 20.000 persone.
      Io sono una di quelle 20.000 persone che si sono sentite toccate da un articolo forse scritto senza sentire la parte direttamente interessata.
      Ci sono dei punti che non tornano in quest’articolo, per questo vi invito a rivederli.
      Il primo punto è questo:
      “Finora l’obbligo di indicare il chilometraggio è stato preso sottogamba dai centri revisione: basta consultare la banca dati pubblica del Portale dell’automobilista (della Motorizzazione) per accorgersi che in molti casi omettono il dato.“
      Posso dire con certezza, parlo per esperienza personale, che i dati mancanti (riferito ai chilometri), molto spesso mancano non per colpa dei centri revisione, ma perché, probabilmente, il sistema del portale dell’automobilista non viene aggiornato sistematicamente o sono sorti dei problemi in fase di registrazione di tali dati, poi può anche esistere il centro che lavora male e li inventa, o magari sbaglia, ma quello di ometterli categoricamente mi sembra alquanto stupido perché se io sui veicoli che revisiono inserisco sempre Km “0” è lampante che presto la motorizzazione mi richiami all’ordine.
      Secondo punto:
      “Esistono invece strumenti in grado di collegarsi con le centraline di bordo del veicolo e leggervi i dati legati al chilometraggio. Uno dei più completi è uno strumento svizzero che, per 3.900 euro, legge non solo la centralina del cruscotto e quella principale del motore, ma anche le unità “secondarie””.
      A parte il fatto che diventiamo tutti spendaccioni con il denaro altrui, basta spendere 3900 euro… voi mi dovete dire, se esiste, come si chiama questo strumento svizzero e che marca è….. Se esiste naturalmente, perché io di uno strumento che riesce a entrare in ogni centralina di tutti gli autoveicoli di tutte le marche non ne ho mai sentito parlare, sembrerebbe l’utopia dell’anno, ma potrebbe essere anche una mia ignoranza, perciò vi prego di aggiornarmi.
      Chiudo con una semplice considerazione, il vero problema è che noi non possiamo sostituirci alle forze dell’ordine…. Sta agli organi di controllo vigilare sui dati comunicati da noi. Se il programma del portale riconoscesse che i dati non sono congrui con quelli inseriti in precedenza, allora dovrebbe suonare un campanello d’allarme e il veicolo in oggetto dovrebbe essere richiamato a controllo. Noi comunichiamo i chilometri, il portale dell’automobilista li vaglia e le forze dell’ordine intervengono. Questa dovrebbe essere la prassi corretta.
      Non le sto scrivendo per cercare uno scontro ma anzi mi piacerebbe che si creassero delle sinergie tra la nostra categoria e i giornali in modo da poter combattere insieme anche questa piaga.
      Se nei prossimi articoli sulle revisioni avete bisogno di un confronto con dei professionisti seri vi invito a contattare l’associazione ICC, l’associazione degli Ispettori dei Centri di Controllo. Saranno felici di poter collaborare con voi.
      La ringrazio per il suo interesse.

  • Diego Brambilla ha detto:

    Buongiorno Maurizio, grazie per la risposta. Spero solo che lo Stato terrà conto di questa nuova responsabilità che non è cosa da poco. Un conto è rispondere di eventuali errori di trascrizione del dato presente sull’odometro, un conto è diventare garanti del chilometraggio. Sono sempre a favore della legalità e ben disponibile a collaborare, ma temo che questa nuova mansione penalizzerà ancora una volta i centri di revisione onesti, soprattutto se lo strumento in dotazione non sarà in grado di riconoscere se il veicolo sul quale si fa il test è lo stesso presente in sede di revisione. Anche se non mi riguarda direttamente (sono un responsabile tecnico semplice), i centri di revisione hanno appena speso cifre non da poco per l’adeguamento al protocollo MCTC-Net 2 senza avere in cambio ne un aumento di tariffa ne un aumento di produzione. Trovo assurdo il fatto che i punti della normativa 2014/45 eu che potevano incrementare la produzione (revisione a 160.000Km, revisione dopo sinistri ecc..) sono stati scartati mentre quelli dell’introduzione di nuove attrezzature sono stati accolti. Colpa della associazioni dei consumatori?

  • Andrea ha detto:

    uongiorno,

    In data 29.06.2017, avevo fatto la revisione presso “Beoni 4×4 Euro revisioni” ad Arezzo, purtroppo solo qualche giorno fa mi sono accorto presso Il portale dell’Automobilista, che mi hanno inserito erroneamente i km a “143000”. Contattando loro mi hanno detto che loro inseriscono manualmente i km “quindi è palesemente un loro errore” e che non vogliono rilasciarmi un documento che attestino il loro sbaglio(io ho pure delle chiamate registrate in cui formano il loro errore). Alla data odierna mi ritrovo ad aver nello storico delle revisioni: nel 2017 “143000km, e nella seconda revisione: 62000 (km giusti), e questo per chi volesse comprare la mia macchina da qui ad un anno, sembra che io abbia fatto il furbetto abbassando i km, cosa che non è assolutamente vero. Di conseguenza questo potrebbe portami a un bel danno economico. Adesso volevo sapere come mi devo comportare dato che è successo questo guaio a dir poco enorme.

    • Diego Brambilla ha detto:

      Buonasera Andrea,
      oltre alla presunzione di essere stato vittima di un errore, che prove ha in suo possesso? Mi spiego, molto brevemente. L’autocertificazione è l’unico documento (con valenza legale) che può rilasciarle il resp. tecnico, ma probabilmente non lo rilascia perchè non è certo della situazione (una dichiarazione mendace è punibile legalmente).Il mio consiglio è di raccogliere una serie di documenti che provano la sua versione e naturalmente farsi rilasciare il documento che comunque non andrà a modificare i dati sul Portale dell’Automobilista.
      Sono a disposizione per ulteriori chiarimenti.

      • Andrea D. ha detto:

        l’uniche prove che ho; se si possono chiamare prove e che ho comprato la macchina a giugno 2016 con 58800km certificati dall audi, un anno preciso dopo loro mi hanno segnato 143000, quindi in teoria dovrei aver fatto 85000mila km in un anno.. cosa impensabile dato che lavoro 8 ore al giorno e che il mio lavoro e distante 5 minuti da casa mia..

        Ho contatto il portale dell’automobilista e mi hanno risposto:

        Buongiorno,
        gentile utente Il numero dei kilometri registrati nell’Archivio nazionale dei veicoli è quello inserito dall’operatore dell’officina contestualmente all’esecuzione delle operazioni di revisione del veicolo e non c’è modo di controllarlo elettronicamente. Proprio per questo i dati registrati dalle officine non possono essere modificati dal momento che non è possibile risalire al dato reale del numero dei km al momento della revisione.

        Distinti saluti
        Ufficio Centrale Operativo della Motorizzazione

        ora provo a contattare federconsumatori, vediamo se posso fare qualcosa li..
        voi che mi consigliate ?

        In Attesa di un vs gentile risconto

        Distinti Saluti

        • Diego Brambilla ha detto:

          Buonasera, a mio avviso non ha prove a sufficienza. Le chiedo gentilmente di tenermi aggiornato per quanto riguarda la posizione delle associazioni dei consumatori. Distinti Saluti

          • Andrea D. ha detto:

            Questo è il botta e riposta avuto dalla federconsumatori attraverso email.. forse andandoci di persona cambierà al risposta:

            Buongiorno,

            In data 29.06.2017, avevo fatto la revisione presso “Beoni 4×4 Euro revisioni” ad Arezzo, purtroppo solo qualche giorno fa mi sono accorto presso il sito “Il portale dell’automobilista” (un noto sito dove ti fa vedere le ultime revisioni fatte e i km registrati); che mi hanno inserito erroneamente i km a “143000”; contattando loro mi hanno detto che inseriscono manualmente i km (tramite computer) “ quindi è palesemente un loro errore”; e che non vogliono rilasciarmi un documento che attestino il loro sbaglio (io ho pure delle chiamate registrate in cui spiegano il loro errore, in cui affermano che possono sbagliare dato che fanno tante macchine al mese ecc ….). Alla data odierna mi ritrovo ad aver nello storico delle revisioni: nel 2017 “143000 km, e nel 2018: 62000 (km effettvi); questo dato per chi volesse comprare la mia macchina da qui ad un anno potrebbe insospettire che io abbia fatto il furbetto abbassando i km, cosa che non è assolutamente vera e di conseguenza il valore della mia macchina potrebbe diminuire drasticamente, arrecandomi un bel danno economico.

            Volevo sapere come mi devo Comportare in questa situazione.

            In un vs gentile riscontro

            RISPOSTA (FEDERCONSUMATORI)

            Si faccia fare da parte della ditta che ha fatto la revisione una dichiarazione che attesti l’errore di inserimento del numero dei kilometri a quella data e con l’esatto kilometraggio.
            A disposizione per ogni altra necessità, cordiali saluti

            Franca Fuochi

            RISPOSTA MIA:

            Buongiorno,

            Il problema è proprio quello, che la persona che mi ha fatto la revisione non vuole rilasciarmi nessuno documento che attesti, il loro sbaglio. Lui con la scusa dice: ” io non mi ricordo di aver sbagliato nel 2017, tu potresti aver diminuito i km” per poterla rivendere, e se fosse così io chiuderei, perchè attesto il falso”.

            Inventandomi un sacco di storie tra cui: La prossima revisione te la faccio gratis!; la macchina un giorno la venderai da me, cosi non perdi il valore!

            Ma se io decidessi di venderla a un privato e non da te, perchè sono costretto a causa di un tuo errore, di rivolgermi a te!

            L’uniche prove che ho sono che nel 2016 verso giugno ho comprato la macchina, con 58800km certificati dall’audi; un anno dopo loro mi fanno la revisione a 143000 km, quindi ipoteticamente io avrei fatto 85000km in un anno, cosa impensabile….

            Come potrei fare?

            Cordiali Saluti

            RISPOSTA (FEDERCONSUMATORI)

            Purtroppo o le fanno la dichiarazione oppure lei non ha niente in mano per poter provare nulla.
            Il resto sono tutte chiacchiere, supposizioni…. illazioni senza alcuna prova …
            Altre soluzioni non ne vedo.
            Saluti
            Franca

            Ragazzi non se riprovare a ricontattare il centro revisioni…; non so piu che fare

          • Diego Brambilla ha detto:

            Buongiorno Andrea, è un po quanto dicevo precedentemente. Mi metto nei panni del centro di revisione: che garanzia ho che Lei non ha alterato la percorrenza? Purtroppo la sua unica “prova”, come diceva la sig.ra Franca, sono solo chiacchiere: in un anno si possono fare eccome 85.000km. Non ha altri documenti come tagliandi/riparazioni ecc a favore della sua ipotesi?

    • Zeffiro ha detto:

      Se è per questo la stessa officina ha sbagliato a scrivere la targa del veicolo lasciandomi così senza revisione fino a quando mi ha fermato la stradale che per fortuna non si è accorta che una “F” era diventata una “E” se avessi fatto un incidente? In ogni caso visto che era passato un anno dalla revisione quando sono andato per rifarla volevano che versassi metà dell’importo (avrei usato un anno in più) a seguito di un errore del genere!!!

      • Diego Brambilla ha detto:

        Buonasera, premettendo che mi dispiace per l’accaduto, mi pare molto strana questa storia. Durante la fase di accettazione del veicolo nel centro revisioni un controllo automatico ed obbligatorio (impossibile ometterlo) tramite software identifica il veicolo e nel caso di difformità impedisce la stampa dell’etichetta. La revisione riportata sull’etichetta le risulta sul Portale dell’Automobilista? Le consiglio di andare a denunciare il fatto a Polizia e Motorizzazione.

        • alessandro ha detto:

          Mi dispiace dire al collega che invece è possibile perche il sistema di riconoscimento ammette 1 errore sui caratteri della targa..certo il revisore non se ne è accorto.. se hai la sfortuna di aver gia in archivio la macchina con la targa sbagliata che viene quindi caricata in automatico e non ti accorgi dell’errore il sistema del riconoscimento targa te la da buona, proprio perchè puo sbagliare un carattere… è successo a me

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