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A grande richiesta, dopo soli due anni dall’inaugurazione di Omoshop-moto, l’e-commerce viene esteso alle auto. Si tratta del più grande database di schede di omologazione italiane di veicoli nel web, un servizio ormai noto in tutta Europa. Un archivio che supera di gran lunga quello pubblico della Motorizzazione Civile in termini di fruibilità in quanto i documenti sono digitalizzati, quindi facilmente accessibili. Gli originali sono conservati in formato cartaceo e per ottenerne copia deve essere inoltrata richiesta specifica al costruttore del veicolo – a prezzi esorbitanti – oppure agli UMC, istanze che non sempre vengono accolte considerando gli oneri per la ricerca manuale. In Omoshop il tempo ce l’hanno messo i tre soci, Tiziano, Diego e Andrea, che scansionando manualmente tutte le schede di omologazione a disposizione le hanno condivise nello store. Da tutto il mondo ora si potranno acquistare i documenti con i quali l’autorità nazionale – l’Ispettorato Generale della Motorizzazione prima, la Direzione Generale della Motorizzazione poi – ha autorizzato un costruttore alla produzione in serie di un veicolo “omologato” per la circolazione stradale. Tralasciandone il valore storico-collezionistico che farebbe appassionare di motori qualsiasi profano, tali documenti acquisiscono particolare rilevanza in occasione delle reimmatricolazioni. E’ la stessa Motorizzazione Civile, titolare dei dati, a richiedere all’utenza le schede tecniche qualora in sede non fossero disponibili oppure non reperibili nell’immediato. Un’esigenza che all’estero si amplifica, come dimostra la provenienza dei clienti di Omoshop, ormai tradotto in tutte le lingue. Non solo burocrazia. I documenti sono prettamente di natura tecnica in quanto sono riportate tutte le caratteristiche prestazionali e dimensionale, con annessi disegni quotati del veicolo e dei relativi dispositivi. E’ inoltre presente la riproduzione in scala 1:1 del numero di matricola con caratteri originali, un’informazione utile per le perizia o i restauri di una certe entità. Si possono infine individuare i dati tecnici non trascritti sulle carte di circolazione contemporanee, oppure omessi in fase di ristampa a seguito di smarrimento. Tutto l’occorrente per ogni esigenza ad un prezzo nettamente inferiore ai tariffari dei costruttori o delle associazioni di collezionisti di veicoli d’epoca. Cosa aspetti? La scheda tecnica che cerchi è a portata di Click!

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A pochi giorni dall’entrata in vigore dell’adeguamento ISTAT alla tariffa di revisione prescritto dal decreto Mims n.317 dell’8 Agosto 2021 ancora nulla di concreto circa il “bonus veicoli sicuri”. L’art 1, comma 706 della Legge di bilancio 30 dicembre 2020, n.178 prevedeva infatti un contributo statale di 4 milioni di euro per ogni singolo anno, 2021, 2022, 2023, finalizzato al rimborso degli automobilisti per una somma pari al rincaro sulle operazioni di revisione ministeriale dei veicoli ai sensi dell’art. 80, comma 8 del Codice della Strada. Come di prassi è emersa l’inefficienza e l’inaffidabilità della Pubblica Amministrazione italiana. L’incremento della tariffa di revisione doveva essere operativo a 30 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale della Legge di bilancio, quindi indicativamente entro Gennaio 2021. Con il medesimo provvedimento erano stanziati i fondi del bonus, ma se la nuova tariffa alla fine è entrata in vigore in clamoroso ritardo al 1° Novembre 2021, per il bonus ci sarà ancora da attendere. E’ infatti datato 24 Settembre 2021 il decreto Mims che, di concerto con il Ministero delle Finanze, definisce l’iter pratico per ottenere il rimborso, ma la piattaforma per richiederlo entrerà in esercizio a decorrere dal sessantesimo giorno dalla pubblicazione in Gazzetta del decreto avvenuta il 22 Ottobre 2021 (Serie Generale n°253). Salvo ritardi, dovremo quindi attendere il 21 Dicembre per avere qualcosa di concreto. Dal sito ufficiale del Ministero delle Infrastrutture e della Mobilità Sostenibili si potrà accedere all’area riservata mediante identificazione tramite SPID, carta d’identità elettronica (CIE) oppure carta nazionale dei servizi (CNS). Andrà fornita la targa del veicolo sottoposto a revisione ministeriale, la data dell’operazione, l’IBAN per l’accredito del rimborso e l’intestatario che naturalmente dovrà corrispondere all’intestatario del veicolo per le persone fisiche o con la denominazione sociale in caso di incaricato di società. Chiarito quindi ogni dubbio in ordine alle modalità di erogazione del bonus: non sarà uno sconto in fattura sulla nuova tariffa elargito direttamente al centro di controllo, ma sarà cura dell’automobilista adoperarsi per ottenerlo. Si conclude ricordando l’unica regola vigente per il buono, ovvero la fruibilità limitata ad un singolo rimborso per ogni veicolo di proprietà. Attenzione: i fondi non basteranno per tutti ed il rimborso verrà concesso, fino ad esaurimento risorse, in ordine cronologico di richiesta. Solo i più veloci potranno quindi risparmiare: pronti per il click day? Sarà cura della nostra redazione informarvi tempestivamente non appena la piattaforma verrà messa online.

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1 – Un Principio Economico Antico ed Ineludibile. La Congruità Economica

La continuità sana delle imprese, autentico motore del benessere del contesto sociale, si fonda sulla generazione e distribuzione di utilità economica.

La generazione e distribuzione di utilità economica si fonda, per l’impresa e per tutti i suoi interlocutori dai dipendenti all’erario ai consumatori finali, sulla congrua remunerazione dei fattori produttivi utilizzati per erogare il proprio servizio e sulla possibilità di proporre questi ultimi sul mercato ad un prezzo equo/congruo.

L’impossibilità di conseguire tale virtuosa relazione di congruità non può che condurre all’insoddisfazione di tutti gli interlocutori dell’impresa, dipendenti, erario, consumatori finali, etc. e al fallimento della stessa. Il risultato annunciato non è altro che la desertificazione del sistema impresa e della generazione e distribuzione di utilità economica dello stesso.

Una remunerazione è congrua quando consente di acquisire a condizioni di mercato i fattori produttivi necessari alla realizzazione delle specifiche di qualità dell’output, incluso il rischio d’impresa, effettuare gli investimenti necessari alla continuità e residuare un equo profitto. Per l’attività d’impresa privata nel sistema economico Italia si considera attualmente congrua una remunerazione compresa tra il 5,5% e il 6,0%.

“Ritenuto che l’espletamento delle revisioni da parte delle imprese di cui al citato articolo 80, comma 8, del decreto legislativo n. 285 del 1992 debba consentire alle stesse un equo utile, connesso con l’esercizio della loro attivita’« (Decreto 161, 2 agosto 2007).

2 – Obiettivo

L’obiettivo dell’Analisi Economico Finanziaria 2019-2011 è valutare, attraverso l’utilizzo degli indicatori chiave di performance più opportuni e consolidati e l’analisi degli scostamenti elementari, l’evolversi delle condizioni di equilibrio economico e finanziario dei Centri di Revisione Puri.

L’obiettivo della Proiezione Economico Finanziaria 2020-2024 è valutare, attraverso l’utilizzo degli indicatori chiave di performance più opportuni e consolidati e l’analisi degli scostamenti elementari e in presenza di un non adeguamento della tariffa di revisione, l’evolversi delle condizioni di equilibrio economico e finanziario dei Centri di Revisione Puri.

3 – Campione di analisi

Il Campione analizzato si riferisce a:

  • Centri di Revisione Puri (senza attività di autoriparazione) configurati come Società di Capitali;
  • della Regione Piemonte;
  • i cui bilanci pubblici siano presenti per l’intero arco temporale 2019-2011;
  • il Campione dei Centri di Revisione Puri analizzati rappresenta il 60% del totale Piemonte.

Si assume come prezzo unitario della revisione per il periodo analizzato un importo di costante di 45,00 euro.

4 – Analisi Economico Finanziaria 2019-2011

L’Analisi Economico Finanziaria 2019-2011 si articola nelle seguenti fasi:

  1. riclassificazione dei dati dei bilanci d’esercizio 2019-2011 depositati;
  2.  calcolo degli indicatori chiave di performance;
  3. identificazione quantitativa delle aree di indebolimento/rafforzamento gestionale.

Riclassificazione Bilanci d’Esercizio: Conto Economico Normalizzato 2019-2011

Il Valore della Produzione si riduce in 8 anni del -6,8% ossia del -0,9% medio annuo

  • Il Valore Aggiunto migliora di +5.0 punti % (dal 38,3% al 43,3%) per la riduzione dei costi per servizi operata per attenuare gli effetti del blocco della tariffa e dell’incremento del costo del lavoro
  • Il Margine Operativo Lordo peggiora, causa incremento costo del lavoro non compensato dal prezzo della revisione, di -1,9 punti % dal 10,9% al 9,1% (ossia del -16,94%)
  • Il Risultato Netto peggiora di -0,56 p% dal 0,36% del 2011 al -0,20% del 2019.

Una remunerazione è congrua quando consente di acquisire a condizioni di mercato i fattori produttivi necessari alla realizzazione delle specifiche di qualità dell’output, incluso il rischio d’impresa, e residuare un equo profitto. Per il sistema economico Italia l’attività d’impresa si considera attualmente congrua una remunerazione compresa tra il 4,5% e il 5,5%.

“Ritenuto che l’espletamento delle revisioni da parte delle imprese di cui al citato articolo 80, comma 8, del decreto legislativo n. 285 del 1992 debba consentire alle stesse un equo utile, connesso con l’esercizio della loro attivita’« (Decreto 161, 2 agosto 2007).

Riclassificazione Bilanci d’Esercizio: Stato Patrimoniale Normalizzato 2019-2011

  • Il Capitale Investito Netto Operativo in 8 anni si riduce del -34,5%: i Centri Revisione Puri non hanno più investito.
  • Il Patrimonio aumenta costantemente e la Posizione Finanziaria Netta evidenzia liquidità sul c/c, segnale di progressiva rinuncia ad investire, come è normale che sia in un’attività economica a rendimento negativo

  • La Struttura Finanziaria migliora verso il Patrimonio Netto perché i Centri Puri di Revisione non hanno più investito e il modestissimo risultato economico, che nel 2019 è negativo, non viene distribuito, ma accreditato sul conto corrente.

Riclassificazione Bilanci d’Esercizio: Rendiconto Finanziario Normalizzato 2019-2011

  • Il Margine Operativo Lordo Operativo in 7 anni si riduce di -0,4 punti %
  • I Flussi di Cassa Operativi Netti oscillano tra modesti risultati positivi e risultati negativi
  • Le Imprese utilizzano i decrescenti flussi di cassa per ridurre/annullare i Debiti Finanziari

  • Il Risultato Operativo Lordo si riduce del -49,8% in 8 anni e a parità di altre condizioni:
  • la riduzione del Valore della Produzione ha peggiorato il Rol del -6,8%;
  • il Costo degli Acquisti ha contribuito ad un peggioramento del Rol pari al -21,9%;
  • l’appesantimento del Costo del Lavoro ha contribuito negativamente sul Rol per il -144,7% ed è stato parzialmente attenuato grazie alla forte riduzione dei minori Costi per Servizi;
  • gli Altri Costi hanno avuto un impatto positivo sul Rol del +49,4%;
  • gli Ammortamenti hanno impattato positivamente sul Rol per il +3,1%.

Su Che Cosa hanno Lavorato le Imprese?

  • 100 euro di Risultato Operativo Lordo del 2010 sono diventati 51,2 euro nel 2019 (-49,8%)

Il Conto di Economico di Equilibrio e il Conto Economico integrato del Recupero del Tasso Inflativo 2019-2011

  • Il 2019 è distante dall’Equilibrio Economico di -10,5 p% di Margine Operativo Lordo e di -7,6 p% di Risultato Netto
  • Se si recuperasse solo l’inflazione 2019-2011, ossia a parità di potere d’acquisto 2011 operando in condizioni di omogeneità del metro monetario, pari al 9,41% cumulato sulla tariffa (che si rammenta essere invariata dal 2008, e in tal caso il recupero inflativo cumulato sarebbe pari al +15,63%), il sistema Centri Revisione Puri sarebbe, grazie ai continui miglioramenti gestionali, in Equilibrio Economico

5 – Analisi Economico Finanziaria 2024-2020

  • Il Valore della Produzione si riduce nel 2020 per effetto minori volumi recuperati al 50% nel 2021 (in assenza di incrementi di prezzi della revisione, volumi costanti negli anni a seguire
  • Il Valore Aggiunto peggiora di -5,8 punti % (dal 43,3% al 37,5%)
  • Il Margine Operativo Lordo peggiora, causa costo del lavoro non compensato dal prezzo della revisione, di -9,4 punti % dal 9,1% al -0,3%
  • Il Risultato Netto è negativo e peggiora di -7,7 punti % dal -0,2% del 2019 al -7,9% del 2024
  • Tali perdite economiche richiederanno nuove risorse finanziarie a copertura, da parte degli azionisti o delle banche

  • Il Margine Operativo Lordo si erode progressivamente sino alla negatività rispetto ad un Valore della Produzione che non incrementa
  • Il Risultato Netto è, tranne il 2021 per recupero parziale dei volumi persi nel 2020, costantemente negativo

  • Il Risultato Operativo Lordo si riduce del -366,3% in 5 anni e a parità di altre condizioni:
  • il costo degli acquisti contribuisce ad un peggioramento del Rol pari al -38,2%;
  • l’appesantimento del costo del lavoro contribuisce negativamente sul Rol per il -147,6%;
  • i costi per servizi contribuiscono negativamente sul Rol per il -200,2%;
  • gli altri costi hanno un impatto positivo sul Risultato Operativo Lordo del +9,4%;
  • gli ammortamenti impattano positivamente sul Risultato Operativo Lordo per il +10,3%.

6 – Valutazione di Sintesi

In sintesi:

  • contrazione del Valore della Produzione dei Centri Revisione Puri, in presenza tariffa della revisione bloccata dal 2008 e di operatori con officina/carrozzeria;
  • struttura dei costi sempre più rigida per aumento costante dei costi fissi;
  • minor valore aggiunto creato dal lavoro per incremento del costo del lavoro a parità di prezzo della revisione;
  • rendimenti del Valore della Produzione e del Patrimonio Netto incongrui e in costante flessione;
  • autofinanziamento insufficiente rispetto agli investimenti necessari (che inoltre per essere effettuati devono far intravedere una prospettiva di rendimento congruo);
  • remunerazione degli azionisti non congrua rispetto al rischio imprenditoriale e al capitale investito;
  • in assenza di tempestivi interventi di congruità economica il sistema dei Centri Revisione Puri è destinato a non poter più svolgere la propria attività per anti-economicità;
  • a partire dal 2020 i Centri Revisione Puri sono nell’impossibilità di realizzare un risultato economico positivo e dal 2022 le perdite d’esercizio aumenteranno in misura tale da compromettere l’esistenza stessa dell’impresa.

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