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Settembre 2021

Sono entrato nel mondo delle revisioni auto spinto dalla passione per le auto ma ignaro di ciò che è la realtà oggi di questo mondo. Avevo 19 anni e tanta voglia di imparare. Ho fatto 1 anno di tirocinio, poi 2 di apprendistato durante i quali ho conseguito il corso e sono diventato Responsabile Tecnico ma durante i quali ho capito molte cose. Inutile dire quante volte sono tornato a casa amareggiato del fatto che per i clienti io ero visto come una sorta di tassa, la maggior parte di loro ancora oggi insiste nel dire che è una cosa inutile. Io non mollo, adesso ho 25 anni e credo nel futuro di questo lavoro.

Raffaele

Sono un ex ispettore, ho lavorato presso un consorzio revisioni per circa 5 anni prima di abbandonare questo settore qualche mese fa per via delle solite problematiche note a tutti: pressioni da parte di officine e titolari, la maleducazione dei clienti, gli stipendi non adeguati alle responsabilità del ruolo ricoperto, tutte cose tristemente note. Mi sono iscritto nella speranza che grazie a questa associazione si riesca finalmente a ridare dignità e professionalità a questo settore, e magari tornare a svolgere in futuro questa professione in maniera imparziale e nel rispetto delle normative.

Alberto
Per gli operatori

A distanza di pochi giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del DL Infrastrutture – o Decreto Legge 10 Settembre 2021 n. 121 (link) -, la Direzione Generale della Motorizzazione ha pubblicato due circolari cruciali per il processo di privatizzazione della revisione dei veicoli pesanti. Onde evitare ai follower assidui tediose ripetizioni, si invitano gli estranei alla materia alla lettura del precedente articolo, consultabile cliccando qui. Per comprendere a fondo gli ultimi sviluppi è fondamentale, soprattutto in questa fase, non perdere di vista i dettagli dell’evoluzione normativa. Lo faremo insieme ripercorrendo passo-passo ogni singolo emendamento che ci ha condotti fin qui. I primi sentori di privatizzazione arrivarono agli sgoccioli del 2018 con la pubblicazione della Leggi di Bilancio 2019 che modificava il blindatissimo articolo 80 del Codice della Strada integrando i “veicoli a motore di massa superiore a 35qli se destinati al trasporto di merci non pericolose o non deperibili in regime di temperatura controllata (ATP)”  alle competenze delle imprese private. La giustificazione di facciata: la carenza di personale in Motorizzazione ed il protrarsi dei ritardi per l’espletamento delle revisioni. La motivazione reale: pressioni da parte di lobbies dell’autotrasporto ed imprenditori assetati, ma attenzione ai pregiudizi. Il comparto dei pesanti ha dinamiche ben diversa da quello dei leggeri. Non si tratta di santificare a tutti i costi un settore che santo non è, ma va sicuramente detto che il ruolo del controllo periodico, tralasciando la salvaguardia della sicurezza stradale, è fondamentale per i bilanci delle officine. Il timore di un fermo-macchina a seguito di esito sfavorevole della revisione, che significa impossibilità di lavorare e di conseguenza danno economico, spinge – o meglio, “obbliga” –  i titolari di flotta oppure i semplici proprietari di veicolo industriale ad investire in manutenzioni ordinarie, straordinarie e pre-controlli. Insomma, se c’è in dubbio il superamento della revisione si interviene, non ci si affida certo all’officina compiacente che peraltro ha tutto l’interesse ad effettuare qualsivoglia riparazione. – Tanto se la revisione non passa, non è certo colpa loro, bensì dell’ingegnere esterno della Motorizzazione che opera secondo il modello istituito dalla Legge 870/86 (sedute esterne) – Questa parentesi per presentare molto brevemente gli attori in gioco, gli anti-esternalizzazione che purtroppo, nonostante la lunga e lodevole resistenza, hanno avuto la peggio. I dipendenti della Motorizzazione perdono gli oneri di trasferta che gonfiavano gli esigui stipendi pubblici mentre le officine abbandonano un sistema redditizio…a favore di un preoccupante punto interrogativa che solo nelle ultime ore sta acquisendo forma. Ora state capendo quanto sono potenti dal punto di vista politico i pro-esternalizzazione? Vincere contro lo Stato non è da tutti. Cliccando sull’immagine di destra un articolo nel quale sono riportati nomi, cognomi e partito di alcuni dei maggiori sostenitori di questa pericolosa privatizzazione – una delle tante – che ha tutte le sembianze di un folle salto nel vuoto.

Il tassello successivo di questa crono storia è datato 19 Aprile 2019, giorno della pubblicazione dell’accordo Stato-regioni n.65 C.s.R. (link) in materia di formazione degli ispettori addetti al controllo ministeriale. Oltre alle attesissime linee guida per l’erogazione dei corsi standard bloccati da tempo per l’incompatibilità con la direttiva 2014/45ue, compare il cosiddetto “modulo C” di 50 ore per l’abilitazione alla revisione dei veicoli pesanti, fino a quel momento competenze esclusiva dei dipendenti della Motorizzazione Civile. Ignoto qualsiasi dettaglio operativo. Uniche certezze l’esternalizzazione delle revisioni di alcune tipologie di veicoli pesanti in data da destinarsi ed i soggetti autorizzati, gli ispettori (ex – responsabili tecnici) dei veicoli leggeri in possesso della nuova qualifica.

Protesta alla Motorizzazione di Bergamo per i disservizi dovuti alla gestione dell’epidemia Covid-19 (fonte Bergamonews)

Poi arriva il Covid, e la disastrosa situazione della Motorizzazione si aggrava ulteriormente: chiusure straordinaria e ritardi che obbligano lo Stato italiano ad aderire, in controtendenza rispetto agli altri paesi, alle proroghe europee per consentire agli autotrasportatori di viaggiare all’estero senza incorrere in sanzione. Fra i provvedimenti palliativi anche l’integrazione del comma 4-septies alla Legge n.27/2020 (conversione del DL “Cura Italia”) che prevede l’impiego di ispettori privati per colmare la mancanza di personale delle sedi pubbliche. In data 23 Ottobre 2020 viene pubblicata dall’allora Capo Dipartimento dei Trasporti, la Dott.sa Speranzina De Matteo, una circolare attuativa che definisce i dettagli operativi della misura straordinaria (Circ. 5944). Innanzitutto viene istituito il Registro Unico degli Ispettori (RUI) contenente i nominativi e le abilitazioni di tutti i soggetti autorizzati al controllo delle diverse categorie di veicolo, con particolare riferimento ai veicoli pesanti. Il ruolo è riservato ai funzionari tecnici pubblici che già esercitano per conto della Motorizzazione, agli ex-funzionari in quiescenza, denominati “Ispettori ausiliari” (AI), ed agli ispettori privati in possesso del “Modulo C”, i cui esami di abilitazione ancora oggi non sono disponibili. Un deludente finto coinvolgimento dei privati quindi, ma al contempo un momento storico: per la prima volta l’Amministrazione equipara il funzionario pubblico a quello privato, una buona, buonissima prospettiva per il futuro. Un altro passaggio saliente della circolare, che si riporta integralmente, riguarda l’attività degli ispettori: “Gli Ispettori indicati al paragrafo 3, lettera c) [AI], possono essere impegnati in attività di revisione presso i centri privati autorizzati allo svolgimento delle sedute di revisione ex art.80 C.d.S. in regime di legge 870/86 secondo i criteri di rotazione, trasparenza, imparzialità e tenuto conto anche di potenziali conflitti di interesse e di incompatibilità con i richiedenti il servizio.” La provocazione sorge spontanea: è lecito riservare trattamenti differenti a figure equivalenti sulla base della sola forma contrattuale?

Non è nota la mole di ex-funzionari che abbia deciso di tornare al lavoro durante la pandemia, ma nel frattempo la politica, mediante il sopra citato DL Infrastrutture, ha imposto un’ultimatum al MIMS fissando all’ 11 Ottobre 2021 (1 mese dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale) il termine ultimo per l’istituzione delle commissioni d’esame per l’abilitazione dei futuri ispettori “modulo C”. Non solo: con l’estensione delle competenze alle imprese (integrazione di “rimorchi e semirimorchi” al comma 8 dell’Art. 80 del C.d.S.) prende forma il centro di controllo privato per la revisione dei veicoli pesanti, ed ecco la prima circolare operativa con oggetto “Requisiti dei Centri di controllo ex Legge 870/1986 ai fini del riconoscimento di idoneità per l’esercizio transitorio dell’attività di revisione secondo quanto previsto dall’art. 8, comma 8 Cds…” (Circ. 28231 del 13/9/2021). Le imprese dovranno adeguarsi ai nuovi requisiti entro due anni dalla data della pubblicazione del documento, sottinteso per il passaggio da officina autorizzata ex L.870/86 a vero e proprio centro di controllo ai sensi dell’art. 80 comma 8 del C.d.S.. Un dettaglio che non passa sicuramente inosservato, relativamente alle attrezzature obbligatorie, è l’assenza della fotocamera con sistema di riconoscimento targa, la punta dell’iceberg del protocollo MCTC Net 2. Il Ministero si fiderà delle imprese private? Macchè. Probabilmente la garanzia del corretto svolgimento delle revisioni non dipenderà da un software, ma dall’applicazione radicale del principio di terzietà con la supervisione costante da parte della Motorizzazione ormai (quasi) completamente privata delle competenze tecniche.

Novità datate 13 Settembre 2021 anche sul fronte ispettori, nonostante il focus principale della circolare prot. 28227 (link) siano gli AI, i cosiddetti “ausiliari”. Sono definite le indennità orarie che corrisponderanno a quelle dell’ultima busta paga da tecnico ricevuta dal Ministero con la maggiorazione del 15% per il lavoro straordinario. Si tenga presente che il reddito annuo lordo di un funzionario di area 3 – fascia 1, quindi un tecnico alle primissime armi, ammonta a circa 21000 euro, nulla di esagerato considerando i requisiti per accedere al livello retributivo (laurea oppure 7 anni di esperienza nell’area 2). Trattandosi tuttavia di tecnici in quiescenza, è ragionevole pensare che negli anni siano stati maturati diversi scatti di fascia che gonfiano il RAL di circa 1/3 (30.000€/anno), a cui applicare la maggiorazione del 15% relativa allo straordinario (Fonte CCNL Ministeri). Un fisso tutto sommato commisurato all’altissimo grado di responsabilità connesso all’esercizio della funzione pubblica che sarà spesso oggetto, come accade tuttora, di frequenti tentativi di corruzione.

Ribadito per l’ennesima volta il concetto del principio di terzietà, finalmente applicato grazie all’introduzione di nuove regole ferree. l’ispettore sarà tenuto a presentare il calendario delle disponibilità all’UMC di riferimento, responsabile dell’assegnazione della risorsa alle varie officine autorizzate che richiederanno la seduta esterna. Dichiarazioni di assunzione di responsabilità civile/panale, dei conflitti d’interesse o incompatibilità con specifiche imprese/officine e polizza assicurativa obbligatoria contro i rischi professionali: per il momento sembra tutto in linea con le più rosee aspettative. Seguiranno aggiornamenti auspicando un medesimo trattamento per i colleghi nel privato.

Per gli operatori

Sono numerose le indiscrezioni trapelate dopo l’approvazione del DL Infrastrutture da parte del Consiglio dei Ministri, ma per l’ufficialità delle informazioni abbiamo atteso la pubblicazione in Gazzetta avvenuta poco fa, venerdì 10 Settembre 2021 (link). L’eterna diatriba sulla targa prova, più volte oggetto di mobilitazione di vario genere negli ultimi anni, è finalmente giunta ad una risoluzione in linea con la richiesta delle associazioni di categoria del settore. Ai sensi del D.P.R. 24 Novembre 2001 n. 474 che integra e modifica l’Art.98 del C.d.S., il contrassegno fu concepito per sopperire alla mancanza della carta di circolazione – quindi della targa – per i veicoli ancora da immatricolare che per esigenze quali prove tecniche, sperimentazioni, oppure trasferimenti o semplice test drive, devono circolare su strada pubblica. Si tratta, di fatto, di una speciale deroga ad alcune norme del Codice della Strada rivolta esclusivamente a specifiche categorie professionali tra cui rientrano autofficine e commercianti di automobili. Tali soggetti, che peraltro rappresentano la gran parte dei titolari di licenza, occupandosi sia di veicoli da immatricolare (allestimenti o commercio di veicoli nuovi) che di veicoli già immatricolati (riparazioni o commercio di veicoli usati) hanno sfruttato lo strumento in entrambi i casi travisandone la funzione. La targa di prova è diventata, negli anni, una polizza assicurativa ad-personam per mobilitare qualsiasi veicolo sprovvisto di RCAuto secondo le più che ragionevoli esigenze di chi opera in questo campo. Nonostante in più occasioni il Ministero dei Trasporti avesse strizzato l’occhio a questa deformazione della normativa – che solo con molta fantasia si poteva ritenere un’interpretazione alternativa –, il Ministero dell’Interno, dopo una serie di sentenze discordanti della Cassazione, si è espresso in via definitiva emettendo la circolare n. 300/A/2689/18/105/20/3: “Questa direzione ritiene che, diversamente dalla prassi ormai consolidatasi, l’autorizzazione alla circolazione di prova di cui all’art. 98 C.d.S. abbia il solo scopo di evitare di munire della carta di circolazione un veicolo che circola su strada per determinate esigenze”. Ciò si somma alla sentenza della cassazione civile n.16310 04/08/2016 per un ricorso a seguito di violazione dell’Art.80 del C.d.S. (revisione ministeriale) commessa da un professionista mentre transitava su strada munito di targa di prova, chiaramente respinto. Ne deriva che l’unica soluzione per mobilitare un veicolo sprovvisto di RCAuto o di revisione ministeriale in corso di validità era tramite carro attrezzi o bisarca, un’operazione molto dispendiosa ed incompatibile con alcune esigenza lavorative quali, ad esempio, qualsiasi forma di test o prova tecnica. Oggi è finalmente colmato il buco normativo, una novità ben vista anche dai centri di revisione che potranno liberamente offrire il servizio di ritiro a domicilio in piene legalità senza il rischio di incorrere in sanzione per i veicoli non in regola con le scadenze. L’articolo 1, comma 3 del DL Infrastrutture infatti, oltre ad estendere l’utilizzo della targa prova ai veicoli già immatricolati, specifica la deroga agli obblighi previsti dall’art. 80 del C.d.S., ovvero alla revisione in corso di validità per circolare su strada. Buone notizie, a seconda dei punti di vista (alle associazioni dei parenti delle vittime di incidente stradale ed ai sindacati degli autisti NON piace questo elemento), sul fronte veicoli pesanti. Il comma 1049 della Legge di Bilancio 2019  aveva emendato il comma 8 dell’art. 80 del C.d.S. integrando, in tema di revisioni effettuate da imprese private, i veicoli – sottinteso a motore – aventi massa a pieno carico superiore a 3,5 t se destinati al trasporto di merci non pericolose o non deperibili in regime di temperatura controllata (ATP)”. Il provvedimento aveva goffamente escluso rimorchi e semirimorchi (veicoli non a motore) che rappresentano una fetta consistente dell’autotrasporto, vanificando di fatto il tentativo di privatizzare la revisione di questa tipologia di veicoli. Con l’integrazione di rimorchi e semirimorchi al comma 8 dell’art. 80 (Art.1, comma 1, punto “c” – DL Infrastrutture) il gioco è fatto. Spetterà alla Direzione Generale della Motorizzazione definire le regole attuative, una fase che passerà alla storia per gli scontri fra associazioni di categoria: ne vedremo veramente delle belle. L’unico aspetto indubbiamente positivo di questa vicenda è che si può considerare l’elemento trainante di un’altra attesissima novità, ovvero la determinazione delle commissioni di esame per l’abilitazione di nuovi tecnici (Art.1, comma, comma 6 – DL Infrastrutture). Il riferimento è al comma 4-septies dell’art. 92 della Legge n.27 del 24 Aprile 2020 (conversione in legge del  DL Cura Italia) che autorizza gli ispettori privati alla revisione dei veicoli pesanti in ausilio agli operatori pubblici, un provvedimento rimasto sulla carta proprio a causa della mancanza delle commissioni d’esame e quindi di soggetti regolarmente abilitati. Entro 30 giorni dall’entrata in vigore del DL Infrastrutture il Mims dovrà emettere il decreto attuativo che definirò tutti i dettagli operativi. Dopo oltre 3 anni di blocco della formazione, finalmente, appare la luce in fondo al tunnel.

Corsi per ispettore tecnico revisione moduli A – B – C

Erogazione parte teorica in videoconferenza

Per gli operatoriPer gli utenti

Correva l’anno 2000 ed in televisione si parlava di revisione ministeriale. Era la campagna pubblicitaria dall’allora “Dipartimento dei Trasporti Terrestri”, oggi Ministero delle Infrastrutture Sostenibili, per informare riguardo la nuova periodicità del controllo tecnico secondo le direttive europee. Un Pippo Baudo di mezza età che rimprovera un’ignaro automobilista intimandogli di sottoporre il proprio veicolo malconcio a revisione. – Ci sono gli uffici della Motorizzazione e ben 4000  (pensate un po’, 4000!!!) officine autorizzate che in un’ora fanno tutto. –  Lo spot infine si chiudeva con uno slogan ad effetto: un’automobile revisionata è un’automobile si-cu-ra.

Con il nuovo millennio black-out totale, perlomeno da parte dello Stato. Campagne per disincentivare la guida in stato di ebbrezza, contrastare lo smartphone al volante oppure per sensibilizzare all’utilizzo delle cinture di sicurezza, ma di revisione mai più sentito parlare, come se la privatizzazione di massa avesse eliminato la pubblica utilità dal controllo tecnico. Forse in un certo senso è andata proprio così, anche perchè le uniche pubblicità comparse dal 2000 ad oggi sono finanziate da imprenditori privati allo scopo di attirare clienti, nulla più. E’ celebre  e decisamente sopra la media quella di CRA – Centro Revisioni Auto con l’attore comico Andrea Roncato: – A me piace scherzare, ma sulla sicurezza sono molto serio! –. Tanto di cappello per la scelta coraggiosa: oggigiorno menzionare sicurezza stradale e professionalità mentre si parla di revisione ministeriale potrebbe essere controproducente. Non è certo a misura di italiano medio che predilige i messaggi promozionali nei quali vengono omaggiati buoni carburante, sconti, oppure fantomatiche lotterie con in palio una vacanza ai Caraibi o un banale televisore 49 pollici. E tutto rigorosamente all’insegna delle velocità: revisione in 20 minuti, revisione in 18 minuti e, odite odite, revisione in 13 minuti! Di certo in qualche meandro d’Italia sarà stato promosso il controllo “a distanza” , il trattamento di favore o l’esito “regolare” di diritto, ma questo è un altro discorso. Sicurezza stradale? Non pervenuta.

Urge un cambio di rotta, ma prima ancora servono imprenditori etici disposti a sacrificare il profitto a favore di un nuovo modus-operandi che alla lunga premierà, anche sotto il punto di vista del business. Fra i pionieri di questo movimento i membri dell’associazione Asso.Car che nel mese di Settembre/Ottobre 2021 autofinanzieranno una campagna social di sensibilizzazione sul tema della sicurezza stradale. Verranno raggiunti 39.000.000 utenti, la totalità degli italiani maggiorenni iscritti a Facebook, la piattaforma più utilizzata nel nostro paese. Inoltre, aggiunge Luca Donna – presidente Asso.Car – , l’auspicio è quello di coinvolgere la IX Commissione Trasporti del Parlamento al fine di ottenere per questa giusta causa uno stanziamento di denaro pubblico nella legge di bilancio. – Una campagna governativa, senza bandiera, che ricordi a tutti l’importanza della revisione ministeriale ai fini della salvaguardia della sicurezza stradale. –  Siamo tutti debitori verso Asso.Car, prima per l’adeguamento ISTAT della tariffa, ora per questa operazione che sicuramente avrà effetti benefici sulla clientela di tutta Italia.