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Aprile 2020

Per gli operatoriCovid-19

Durante questa emergenza Covid-19 ne abbiamo viste e sentite di tutti i colori nel settore revisioni. Chi riteneva i centri di controllo regolarmente operativi, chi viceversa e chi invece non si è mai espresso in merito. Nulla di male, se fosse un semplice dibattito da bar, ma si tratta della posizione ufficiale delle autorità competenti in materia, ovvero Province e Città metropolitane. Unica certezza fra le tante interpretazioni i decreti del governo, ma l’argomento revisione ministeriale dei veicoli non è mai stato trattato a fondo su scala nazionale. Fatta eccezione per il “Cura Italia” D.L. 18/2020 (link) nel quale vengono prorogate le scadenze fino a Luglio 2020 al 31 Ottobre, tutte le considerazioni in materia hanno come base un’elaborazione delle norme generali contestualizzate al settore revisioni. I centri di controllo non sono mai stati chiusi formalmente dal governo in quanto i codici ATECO delle imprese (45.2/45.4 e derivati e/o 71.20.21) rientrano nell’elenco delle attività consentite dall’allegato I del DPCM 22 Marzo 2020 (link), ma per gli automobilisti era impossibile raggiungere le imprese a causa delle restrizioni relative alla circolazione sul territorio. Con DPCM 9 Marzo 2020 vengono vietati dal Governo tutti gli spostamenti che non rientrano fra le esigenze lavorative, sanitarie o di necessità generale. Dal 22 Marzo 2020, ai sensi dell’ordinanza congiunta Ministero della Salute/Ministero dell’Interno (link), il caso di necessità viene sostituito dall’assoluta urgenza, una misura chiaramente più restrittiva della precedente. Di conseguenza, l’atto di recarsi al centro di controllo per regolarizzare la revisione del veicolo, considerando la proroga a Ottobre, comporta una violazione delle succitate norme governative di contenimento. Numerosi automobilisti sono stati sanzionati a questo proposito con un’ammenda a partire da 400€ con maggiorazione di un terzo in quanto la violazione è commessa mediante l’utilizzo di veicolo (D.L  25/03/2020 n.19). Se un cittadino deve commettere reato per usufruire di un servizio, con un minimo di buonsenso tale servizio è da ritenersi sospeso nonostante “non sia scritto da nessuna parte“. A complicare ulteriormente il quadro la condivisione dei codici ATECO – e spesso delle strutture – fra centri di controllo e autofficine, attività considerate essenziali dal governo in questa fase di criticità. Lecito il dubbio: – Se l’automobilista può recarsi in officina per una riparazione di emergenza, per quale motivo il veicolo non può essere revisionato trovandosi già in sede? – Naturalmente il vero problema non è tanto il caso specifico in se, ma l’abuso di questo pretesto per giustificare ogni revisione ministeriale: è concorrenza sleale fra imprese. I centri di controllo con autofficina sarebbero legittimati ad operare nel caso in cui il veicolo dovesse trovarsi in sede per altre operazioni, quelli cosiddetti puri no. Per rimediare a questa situazione caotica ed iniqua, alcune amministrazioni hanno disposto la sospensione dell’attività dei centri di controllo autorizzati, prima fra tutte la Città Metropolitana di Bologna in data 19 Marzo 2020 (link). Seguono a ruota Pisa (link), Lecco (link), Rovigo (link), Bari (link), Lodi (link), Taranto (link), Potenza (link) ed altre, ma la maggioranza delle province non si esprime in merito. Questo silenzio viene interpretato erroneamente come tacito consenso della direzione di numerosi centri di controllo, ma alcune amministrazioni considerano comunque sospeso il servizio revisioni, come dichiarato in risposte private a quesiti specifici (immagine di sinistra). Curioso il caso della provincia del Sud Sardegna. I centri di controllo sono ritenuti operativi sulla base del codice ATECO (link), ma alla richiesta in merito alla possibilità o meno per gli automobilisti di raggiungere le strutture rimpallano al Ministero dell’Interno (link). La provincia di Pescara dichiara non avere autorità sui centri di controllo (link), mentre la provincia di Brescia autorizza le revisioni di veicoli già in autofficina per altre riparazioni (link). Caos totale e norme disomogenee sul territorio, una costante del settore revisioni. Come non bastasse, il DPCM 10 Aprile 2020 (link) complica ulteriormente le cose dando spazio ad una nuova interpretazione da azzeccagarbugli delle norme di contenimento. In particolare, nell’art. 1 comma a) viene nuovamente consentita la circolazione per le cosiddette situazioni di necessità all’interno del comune di residenza. Alla luce delle ultime riaperture tra cui figurano librerie, cartolerie e negozi di abbigliamento per bambini, è ragionevole estendere la “situazione di necessità” al transito verso una qualsiasi delle attività autorizzate dal governo. In alternativa, le suddette attività sarebbero sì operative, ma risulterebbero irraggiungibili per i clienti. Se gli automobilisti fossero legittimati a recarsi liberamente presso i centri di controllo senza incorrere in sanzioni, l’attività degli stessi andrebbe nuovamente regolarizzata in tutta Italia, ma l’ultima parola spetta a Province e Città Metropolitane.

Per gli operatoriCovid-19

Dopo Spagna (articolo) e Portogallo (articolo), è molto interessante scoprire come i cugini d’Oltralpe hanno gestito la pandemia Covid-19 in materia revisione ministeriale dei veicoli. Già, perchè se a inizio Marzo beffeggiavano l’Italia con il tristemente noto video-sfottò della “Pizza al Coronavirus”, a metà mese annunciavano lo stato di emergenza sanitaria al pari del resto d’Europa. – Siamo in guerra – dichiara Emanuel Macron, primo ministro francese, il 16 Marzo 2020 introducendo le prime misure di contenimento al contagio: spostamenti limitati alle sole necessità inderogabili e sanzioni per i trasgressori. Nessuna misura iniziale circa il controle technique vehicule – la revisione ministeriale -, ma i centri di controllo sembravano non essere autorizzati ad operare secondo la normativa vigente. Per l’esattezza, non rientravano ne fra le attività sospese dall’Ordinanza del 14 Marzo 2020, ne fra quelle consentite dalla successiva Ordinanza 15 Marzo 2020 del Ministre des solidarités et de la santé, (link) il Ministero degli Affari Sociali e della Salute. Al contrario, la categoria dell’autoriparazione, ben distinta dall’ispezione tecnica, figura al primo posto nell’elenco della attività ritenute fondamentali dal Governo francese. Dopo una settimana di confusione arriva il chiarimento da parte del ministro della Transition Ecologique et Solidaire (Transizione Ecologica e Inclusiva) Elisabeth Borne, in accordo col segretario di Stato dei trasporti Jean-Baptiste Djebbari. A seguito di una lunga contrattazione con l’organizzazione CNPA, la principale associazione di categoria nell’ambito dell’automotive, il governo autorizza l’esercizio dei centri di controllo, ma concede una proroga per evitare il sovraffollamento nelle strutture. Di seguito parte del comunicato stampa ufficiale (link):Nonostante le restrizioni al traffico dovute alla lotta contro il Covid-19, nelle prossime settimane molti veicoli dovranno circolare, in particolare per la fornitura di prodotti alimentari, la consegna di gas medicinali essenziali per il funzionamento di respiratori artificiali, la consegna di carburanti, trasporti pubblici per persone o per persone che devono lavorare.  I centri di controllo tecnico sono, per assimilazione alle attività di manutenzione e riparazione di autoveicoli, autorizzati ad aprire, nel rispetto delle necessarie misure sanitarie. Al fine di conciliare le questioni di sicurezza e il traffico, è necessario garantire la continuità dei servizi essenziali e la vita economica.” Per la scadenza della revisione dei veicoli leggeri è annunciata una “tolleranza” di tre mesi, disposizione valida anche per le cosiddette “controvisite”, i controlli supplementari a seguito dell’esito sfavorevole della prima ispezione. Solo 15 giorni di bonus per i pesanti (merci e trasporto pubblico di persone), veicoli di grande importanza strategica anche in questa fase di criticità. La prima misura rientra nel Decreto 2020-306 del 25 Marzo 2020 (link), in particolare nell’art. 8):Quando non sono scaduti prima del 12 marzo 2020, i termini imposti dall’amministrazione, in conformità alla legge e ai regolamenti, a qualsiasi persona per effettuare ispezioni e lavori o per conformarsi a prescrizioni di qualsiasi tipo sono, a tale data, sospesi fino alla fine del periodo di cui all’articolo I dell’articolo 1 [dal 12 Marzo a un mese dalla data di presunta fine dell’Emergenza, ovvero il 24 Giugno 2020] , salvo quando risultino da una decisione del tribunale.” Per i pesanti, il Decreto 2020-358 del 28 Marzo 2020 (link) stabilisce 18 giorni di proroga in previsione al ritorno nel regime di piena operatività previsto per il 1° Aprile 2020. Dallo stesso giorno, i centri di controllo vengono menzionati nell’elenco di attività autorizzate ad operare al pari delle imprese di riparazione e manutenzione dei veicoli. (Decreto 2020-384 del 1° Aprile 2020).

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Anche il Portogallo, al pari di tutte le nazioni europee, si è trovato presto a fare i conti con il Covid-19 e le conseguenti restrizioni imposte dal Governo. Nonostante i numeri del contagio più contenuti rispetto al vicino stato iberico (leggi articolo “Revisioni e Covid-19 in Spagna), il proclamo ufficiale dell’emergenza è avvenuto in concomitanza con la Spagna in data 13 Marzo 2020. Lo stesso giorno viene pubblicato il Decreto Legge n.10-A/2020 (link) contenente tutte le misure straordinarie per fronteggiare il contagio, ma nulla a riguardo della Inspeção Periódica Obrigatória (IPO), l’equivalente della revisione ministeriale italiana. Tuttavia, quasi contemporaneamente, l’Instituto da Mobilidade e Dos Transportes (I.M.T) IP, organismo statale con competenze in materia trasporti, ha emesso un’informativa (link) nella quale si invitano ispettori, istruttori di autoscuole e formatori automotive ad utilizzare un particolare protocollo in relazione al Covid-19, o, in alternativa, a sospendere l’attività previa comunicazione. Nel frattempo, anche gli automobilisti hanno manifestato dissenso per l’assenza di misure circa la revisione ministeriale: “l’ispettore addetto al controllo tecnico deve sedersi al volante per eseguire alcuni test e c’è il rischio concreto di contagio”. Gli stessi operatori hanno dichiarato di non sentirsi al sicuro nonostante le misure di prevenzione adottate quali l’utilizzo di guanti, disinfettanti per mani e così via (Fonte JN – Jornal de Notìcias). Mentre procedono le trattative fra l’associazione nazionale dei centri d’ispezione, i dirigenti del I.M.T., le compagnia assicurative ed il Governo, viene emesso in data 18 Marzo 2020 il Decreto Legge n.14-A/2020 (link) : alcuni diritti costituzionali vengono limitati, primo fra tutti la libertà di circolare su tutto il territorio. Situazione paradossale ancor più di quella italiana, ma in data 23 Marzo, con Decreto Legge n.10-C/2020 (link), vengono finalmente chiarite le cose: I veicoli a motore e i loro rimorchi, leggeri o pesanti, che dovrebbero essere sottoposti a ispezione periodica nel periodo dal 13 marzo 2020 al 30 giugno 2020, vedono la loro scadenza prorogata di cinque mesi dalla data di immatricolazione. (art.1)”. Tuttavia, alcuni centri di controllo devono garantire una copertura sul territorio per i cosiddetti “servizi essenziali”, ovvero il controllo tecnico di alcune particolari categoria di veicoli tra cui quelli impiegati per spostamenti internazionali, quelli adibiti al trasporto scolastico, al trasporto di persone (taxi, autobus), autoambulanze e trasporti pesanti. Tale precisazione arriva dal Ministério das Infraestruturas e Habitação (MIH), il Ministero competente portoghese. A scanso di equivoci, viene precisata esplicitamente la garanzia della copertura assicurativa per i veicoli circolanti senza aver regolarizzato il controllo tecnico (art.3), naturalmente con assicurazione in corso di validità. (art.3) Tutte le disposizioni sono valide per l’intero periodo di emergenza: dopo i termini, le compagnie assicurative potranno tornare ad appellarsi al diritto di rivalsa sull’eventuale automobilista non in regola (art.4).

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L’emergenza Covid-19 non è circoscritta all’Italia e purtroppo il coronavirus non risparmia nessuno: tutti gli stati europei, chi prima, chi dopo, hanno messo in atto misure restrittive per contenere il contagio. A questo proposito, è interessante conoscere le disposizioni in materia “revisione ministeriale dei veicoli” emanate dagli altri governi, a partire da quello spagnolo. Al pari dell’Italia, la situazione generale è caotica e non sempre le norme vengono recepite correttamente da imprese e cittadini. Il Decreto Regio 463/2020 del 14 Marzo 2020 (link), l’equivalente del nostro “Cura Italia”, fra le tante misure pone un vincolo alla circolazione veicolare, ma non cita esplicitamente la Inspección Técnica de Vehículos (ITV). Di conseguenza, i primi equivoci. Alcune comunità autonome quali l’Andalusia e le Isole Baleari hanno decretato la chiusura generale dei centri di controllo mentre altre non si sono espresse in merito. Da qui in poi, gli sviluppi parranno surreali a tutti coloro che appartengono al settore revisioni in Italia. A due giorni dall’emissione del Decreto Regio 463/2020 – uno dei quali Domenica -, AECA-ITV, la principale associazione di categoria dei centri di controllo, ha richiesto al Ministero della Salute la sospensione immediata delle attività su tutto il territorio nazionale. Di seguito parte del comunicato stampa ufficiale:

[..]”Il rischio di contagio che esiste nelle stazioni ITV (centri di revisione) è molto elevato a causa del numero di persone che vi accedono. A ciò si deve aggiungere che, al momento, non esistono praticamente scorte di DPI per proteggere sia i dipendenti che gli utenti dei quasi 500 centri ITV, il che renderebbe impossibile il rispetto delle linee guida di prevenzione e protezione emesse dal Ministero delle salute [..] La sospensione immediata del servizio ITV richiesto deve andare di pari passo con un accordo per sospendere il periodo di scadenza dell’ITV , come è stato concordato per altre aree. Questa misura sarebbe l’unica garanzia per l’utente di adempiere al proprio obbligo di eseguire l’ispezione tecnica del proprio veicolo secondo le frequenze stabilite una volta terminato lo stato di allarme e, quindi, evitare di essere penalizzato durante la sua validità. [..] È evidente che, in uno stato di allarme come quello in cui viviamo, la salute degli utenti e dei lavoratori deve prevalere su qualsiasi altro diritto o obbligo. Le misure richieste da AECA-ITV sono le uniche a proteggere la salute e la sicurezza dei cittadini e contenere la progressione della malattia [..]. (comunicato ufficiale in lingua madre)

Il giorno seguente, il governo spagnolo ha dichiarato che la revisione ministeriale rientra nella “Suspensión de plazos administrativos” (sospensioni dei termini amministrativi) prescritta dalla terza disposizione addizionale al già citato decreto regio. Revisioni ministeriale sospese per tutta la durata dello stato d’allarme e stazioni ITV chiuse o in parte riconvertite. Alcune di esse, considerando la grave emergenza sanitaria ed il collasso delle strutture ospedaliere, sono state predisposte per il “Covidauto” (immagine di sinistra), il test rapido del tampone senza scendere dal proprio veicolo. Mentre il personale sanitario esegue il test, i membri della Protección Civil si occupano della logistica con l’ausilio dei volontari: un grande esempio di cooperazione e senso civico. La lodevole iniziativa è stata promossa nella città di Granada, ma sono stati annunciati ulteriori Covid-Checkpoint in tutta la comunità autonoma dell’Andalusia. Giù il cappello per la Spagna: questa volta abbiamo solo che da imparare.

Per gli operatoriCovid-19

Buongiorno

Permane tra i centri revisione auto ex Art.80 C.d.S. una grande confusione in ordine alla possibilità di continuare o sospendere le operazioni di revisione.
Manca, infatti, una linea univoca e chiara dettata istituzionalmente su come comportarsi.
Al contrario, la proliferazione di decreti, ordinanze e circolari di queste drammatiche settimane, ha creato disorientamento e confusione e portato gli operatori a comportarsi in maniera differente sul territorio.
E’, quindi, con spirito civico innanzitutto da cittadini, e solo dopo da operatori del settore, che chiediamo una voce chiara ed autorevole che imponga a tutti un comportamento uniforme e, soprattutto, conforme allo spirito delle norme emanate che vanno nella direzione di ridurre al minimo le occasioni di contatti interpersonali.
Ricordiamo i decreti di queste settimane e l’impatto sui centri stessi.

Con il decreto “Cura Italia” sono state prorogate tutte le revisioni con scadenza fino al 31 Luglio alla scadenza del 31 Ottobre 2020. Lo stesso dichiarava che il comparto dell’autoriparazione, a cui i centri revisione appartengono, poteva continuare a rimanere operativo.

Pare tuttavia chiaro ed evidente che la norma emanata sospendeva di fatto la necessità di revisione di TUTTI i veicoli e che, quindi, l’effettuazione della revisione cessava di essere un giustificato motivo di necessità per circolare e muoversi.
Si è innestata la prima grande confusione che ha avuto, come sgradevole corollario, la conseguenza di fornire alibi a chi voleva continuare ad essere operativo.
Infatti taluni hanno ritenuto di leggere che tutti i veicoli scaduti in precedenza del decreto avessero comunque necessità di effettuare la revisione.

Non aiutava il successivo DPCM del 22 Marzo che al suo allegato 1 recava un elenco di codici ATECO che possono continuare la loro attività perchè ritenute attività necessarie. I Centri di revisione auto si trovano, in genere, sotto due codici ATECO: il 45.2 (Autoriparatori) ed il 71.01 (Collaudi Tecnici). Ciò ha convinto i centri revisione che potevano legittimamente continuare ad operare pur in presenza di una norma che di fatto declamava che “La Revisione non è operazione necessaria!”.

Infine è intervenuta la Circolare del MIT 0001735 del 23 Marzo 2020 la quale in maniera chiara, tronca qualsiasi equivoco interpretativo in ordine alla necessità di effettuare la revisione per i veicoli che l’avevano scaduta, specificando che non vi erano eccezioni (quindi potevano anche essere scadute da un mese, da un anno, o da dieci anni) o di categoria (veicoli trasporto merci o ambulanze): la revisione era sospesa per TUTTI!

Ciononostante diversi centri revisione, la maggior parte dei quali ha anche un’officina, continuava ad effettuare operazioni. La provincia di Pisa, in una lettura logica di quanto emanato via via in questi giorni, ha ritenuto di chiarire ed ha scritto in maniera chiara ed inequivoca: l’attività dei centri revisione deve essere sospesa!

A tal punto, sebbene con grave ritardo, riteniamo che l’ufficio provinciale della MCTC di ###### e/o la Provincia di #######, istituzioni alle quali afferiscono i centri revisione, debbano intervenire, con una voce unica ed autorevole, a dettare il comportamento che debbono tenere gli stessi centri. Si tenga conto come questo comportamento sia molto rischioso anche alla luce della specificità dell’operazione in cui l’operatore di revisione accede al veicolo di una terza persona entrando in uno spazio confinato come l’abitacolo. Il rischio di contagio Operatore/Cliente o Cliente/Operatore è tangibile. Fatte salve le indicazioni generiche per la sanificazione degli ambienti e dell’utilizzo di tutti i presidi di sicurezza necessari, è palese che in questa fase, stante anche la non necessità della revisione, è un’inutile assunzione di un rischio non solo per se stessi ma anche per tutta la comunità.

E’, del resto, la medesima logica che ha visto interrompersi gli esami per la patente di guida in cui vi era analoga promiscuità. E allora perché, a fronte di un rischio analogo, alcune operazioni vengono interrotte ed altre no?
La mappatura dei rischi, purtroppo, non può restringersi alle attività direttamente interessate. Se si lasciano rischi analoghi prima o poi interesseranno anche noi: il rischio di qualcuno apparentemente a noi lontano è un rischio per tutti! Tutto ciò vale per oggi, nel momento più acuto di questa emergenza, ma varrà anche per domani quando potranno disporsi le riaperture dei centri revisione e l’adozione di misure preventive di sanificazione, igiene e profilassi sarà un requisito cogente per la ripresa dell’attività.

Lo impone la responsabilità ed il rispetto verso tutti i nostri concittadini che da settimane limitano la loro libertà per il bene collettivo.

Cordiali Saluti

Ing. Antonio D’Ambrosio

Di seguito il link a tutti i documenti citati nella lettera: Decreto Cura Italia, DPCM 22 Marzo 2020, Allegato 1 DPCM 22 Marzo 2020, Circolare MIT 0001735 23 Marzo 2020, Comunicazione provincia di Pisa.