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Marzo 2018

Confessioni di un RT

Buongiorno a tutti, mi chiamo Flavio, vengo dalla provincia di Alessandria e questa è la mia esperienza come responsabile tecnico. Ho sempre lavorato nel settore metalmeccanico, più precisamente nell’ambito della manutenzione degli impianti ed ho visto in questa professione un’opportunità per fare il salto di qualità che a 28 anni tutti vorrebbero fare. Gli anni della gavetta ormai erano passati ed ero stanco della solita routine: ero a caccia di responsabilità, crescita professionale ed ambiente dinamico, ma la cosa è andata ben oltre le mie aspettative. Dal corso di abilitazione ho preso coscienza delle responsabilità penali che derivano dall’esercizio dell’attività, ma infondo non avevo paura poichè, come ho sempre fatto, la mia intenzione era quella di attenermi alle regole. Chi l’avrebbe mai detto che in questo settore per restare a galla bisognava infrangere la legge? Mi spiego. Dalle precedenti (ed attuale) esperienze ho appreso che più un’operazione viene svolta minuziosamente e nel pieno rispetto delle normative, più il lavoro si può definire di qualità, ma probabilmente questo principio non vale quando si parla di revisioni ministeriali. Nei primi giorni dopo l’abilitazione non ero minimamente padrone del mestiere e subito mi resi conto di essere completamente abbandonato a me stesso. Come potevo garantire la sicurezza di un veicolo con solo 30 ore di corso alle spalle e come unica assistenza quella di un gruppo Facebook composto dai colleghi più esperti (immagine di destra)? Da subito fui etichettato pignolo vista la mia preoccupazione per piccolezze come le condizioni atmosferiche e la temperatura d’esercizio dei motore. Perchè dichiarare il falso e firmare ufficialmente una palese presa in giro? Com’è facilmente prevedibile, nella zona di Alessandria nei mesi invernali la temperatura non supera mai lo zero termico, ma in tutti i referti sono registrati i canonici 5 gradi che permettono lo svolgimento delle prove di revisione. Una sciocchezza? Probabilmente per molti sì, ma io ho sempre dato peso a questi particolari che nessuno si è mai preso la briga di risolvere. Operatori approssimativi esistono da sempre, ma ancora oggi non riesco a capire il motivo per cui in questo settore vengono premiati. Volete sapere quali sono i requisiti per essere considerato esperto? L’abilità del responsabile tecnico sta nella bravura ad eludere il sistema falsificando i dati delle prove con rimedi della nonna noti a tutti: gas di scarico fuori norma? Semplice, basta tappare il tubo di scarico con un panno. Squilibrio frenante eccessivo? Nessun problema, è sufficiente sgonfiare il pneumatico della ruota che frena meno e così via [..]. La spannometria è una peculiarità anche della Motorizzazione Civile che in più occasioni non è stata in grado di rispondere in maniera esaustiva ai miei quesiti, ma d’altronde non si preoccupano loro che sono l’autorità competente, dovrei preoccuparmene io? Avevo perso ogni speranza, ero costretto ad omologarmi ad un sistema corrotto in cui l’eccesso di zelo era visto negativamente, ma purtroppo la mia indole era differente e non potevo proseguire oltre. I clienti che avevo tanto desiderato all’inizio per vedere qualche volto nuovo si erano rivelati l’aspetto peggiore: tutti giudici davanti a Striscia la Notizia, ma nella realtà disposti a tutto per un trattamento di favore. Dopo un anno sono orgogliosamente diventato padre ed ogni giorno che passava mi chiedevo se valesse veramente la pena rischiare di avere problemi con la giustizia per stare al passo di questo sistema scorretto. Finalmente sono tornato al precedente lavoro che pur non essendo il massimo della vita, mi consente di dormire sonni tranquilli, cosa non da poco visti i precedenti tre anni di pensieri. Peccato, bel mestiere quello del responsabile tecnico, ma non in Italia!

Per gli utentiChilometri revisioneAssociazione ICCPer gli operatori

“Tralasciando etica, onestà e correttezza, un’auto usata verrà valutata sulla base del valore che acquisterà dopo la modifica dei chilometri. Grazie a tale stratagemma, al privato andranno più soldi, il commerciante avrà un maggior guadagno e la concessionaria porterà a casa un contratto in più. Si è creato un patto di ferro, proprio quello che abbiamo definito il teatro della convenienza.”

Questo breve estratto del libro “Non prendermi per il chilometro” di Alfredo Bellucci rappresenta il fulcro del commercio disonesto dell’auto usata dove tutte le parti in gioco, nel loro piccolo, sono complici del sistema truffaldino. Finalmente qualcuno ha avuto il coraggio di puntare il dito contro la figura del privato considerata sempre vittima, ma il più delle volte carnefice come dimostra la consistente offerta fraudolenta derivante da una domanda scorretta . Naturalmente nessuno va a caccia di veicoli schilometrati, ma il dilagare della cosiddetta “sindrome dell’affarone” per la quale tutti vogliono acquistare ai prezzi dei commercianti senza considerare il  rischio imprenditoriale favorisce la nascita degli imbrogli. Le affinità con il mondo della revisione ministeriale sono parecchie: tutti (i privati ovviamente) a lamentarsi della poca serietà dei controlli, ma quando è il vostro veicolo a non essere a norma siete disposti a spendere per ripristinarlo o siete i primi a chiedere di chiudere un occhio? A prescindere da questi punti in comune, dal 2017 il settore della vendita dell’usato e quello del collaudo sono entrati in stretto rapporto in occasione della pubblicazione sul Portale dell’automobilista (clicca qui per il link diretto) del dato chilometrico rilevato all’ultimo controllo tramite lettura dell’odometro (leggi Chilometraggio ultima revisione: dato attendibile? e Il “revisore” non certifica il chilometraggio). Il grosso bug di questo sistema è la possibilità di sovrascrivere il dato pubblico effettuando una nuova revisioneescamotage usata dai rivenditori disonesti per cancellare ogni traccia del raggiro. Il centro di revisione involontariamente è il quarto attore della commedia raccontata da Alfredo vista la collaborazione passiva che gli permette di incrementare la mole di lavoro con la certezza di rimanere impunito. Nessuna legge vieta di revisionare un veicolo prima della scadenza, ma il più delle volte il rivenditore truffaldino si presenta al centro di revisione dopo aver rimosso  dal libretto di circolazione il talloncino adesivo dell’ultimo collaudo diventando così insospettabile. Il gioco è fatto! Sebbene la legge sembrerebbe favorire i disonesti, i tecnici preposti al collaudo si sono mobilitati per arginare questa pratica denunciando alle autorità competenti i misfatti che ogni giorno si verificano. Nella provincia di Genova, tutti i centri di revisione hanno ricevuto una comunicazione ufficiale dal funzionario tecnico della Motorizzazione Civile dopo le numerose segnalazioni:

“[..] E’ giunta notizia a questo Ufficio che alcuni commercianti della fattispecie già enunciata in precedenza, provvedono a richiedere la revisione di veicoli già revisionati a cui sono stati ridotti artificiosamente i chilometri indicati, provvedendo preventivamente a staccare dalla carta di circolazione il talloncino relativo all’ultima revisione effettuata. Onde bloccare e rendere vano questo tentativo di truffa, è opportuno che, prima di procedere alla revisione di un veicolo, il responsabile tecnico verifichi sul portale dell’automobilista la presenza di revisioni effettuate e non presenti sulla carta di circolazione, astenendosi, in caso di verifica positiva,  dall’effettuare l’operazione ed invitando l’utente a richiedere il duplicato della carta di circolazione a questo Ufficio.  Contestualmente sarà data notizia a questo Reparto utilizzando il consueto modulo già utilizzato per le segnalazioni sui numeri di telaio.”

L’Associazione ICC (associazione nazionale dei responsabili tecnici) da mesi sta lavorando per la realizzazione di Targa Alert, un database già attivo in forma ufficiosa che consente agli operatori di inoltrare  le segnalazioni dei casi anomali (leggi Targa Alert: allarme revisioni facili)Buone nuove anche dall’Europa: il 20 Maggio 2018 entrerà in vigore il DM214 (leggi Il Decreto Ministeriale 214 in pillole), decreto di recepimento della direttiva comunitaria 2014/45EU che in più punti prevede il ruolo chiave dei centri di revisione per limitare la truffa dei chilometri. Dopo il collaudo verrà fornito al cliente il certificato di controllo che, tra le tante voci, riporterà il valore di percorrenza rilevato in modo da permettere la contestazione immediata nel caso di errori tecnici di digitazione, neo che ha fatto perdere molta credibilità a questi dati. Per concludere, è bene non dare troppa importanza ai casi di verifica positiva con il Portale dell’automobilista poichè il dato potrebbe essere stato rilevato dopo l’alterazione dello stesso. D’altro canto, nei casi in cui l’esito della verifica fosse negativo, si raccomanda di indagare a fondo: gli errori umani sono molti meno di quanto si crede, ma probabilmente ai più conviene diffondere il falso mito per cui “in revisioni si inseriscono i chilometri a caso”.

Chissà perchè gli errori sono sempre per eccesso e mai per difetto…

Per gli operatori

Con la sigla DM 214/17 (clicca qui per la versione integrale) si intende il decreto ministeriale di recepimento della direttiva europea 2014/45UE (clicca qui per la versione integrale) emanato il 19 Maggio 2017 dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti. L’obbiettivo del regolamento europeo, ribadito in più punti, è quello di uniformare le modalità di controllo dei veicoli da parte degli stati membri per semplificare i rapporti di scambio come previsto dal principio fondante della libera circolazione. La cooperazione è fondamentale per arginare la truffa dei chilometri spesso agevolata della mancanza del reciproco riconoscimento di alcuni documenti in occasione delle reimmatricolazioni.

Sebbene erano annunciate revisioni dopo i 160.000Km o in occasione dei passaggi di proprietà con tanto di concessione agli stati membri [..] di stabilire norme più rigorose di quelle previste dalla presente direttiva, nel decreto di recepimento italiano non è stata approvata alcuna modifica alla periodicità del controllo. Questione politica? Probabilmente nessun governo vuole essere ricordato negativamente per un operazione del genere dato che, ad oggi, la revisione ministeriale viene vista solo come un’inutile tassa e lo Stato non sembra avere interesse ad invertire questa tendenza (vuoi contribuire con la tua testimonianza alla lotta contro la disinformazione? Clicca qui).

Una novità ancora tutta da interpretare è la valutazione delle irregolarità (carenze) che si classificano in tre gruppi: pericolose, gravi e lievi (art.7). Le prime, definite come rischio immediato o diretto per la sicurezza stradale, sembrerebbero corrispondere all’attuale esito “SOSPESO”, mentre le seconde, potendo pregiudicare la sicurezza del veicolo, fanno pensare al cosiddetto “RIPETERE”. La terza categoria di anomalie lascia parecchie perplessità per la mancanza in Italia di un esito negativo flessibile poichè, per definizione, non hanno conseguenze significative sulla sicurezza del veicolo e quindi non sarebbe corretto limitare la circolazione. Un veicolo con carenze che rientrano in più di un gruppo è classificato nel gruppo di appartenenza della carenza più grave, mentre se presenta diverse carenze relative alla stessa area di oggetto può essere classificato nel gruppo immediatamente superiore. 

Al termine del collaudo verrà rilasciato al cliente il certificato di controllo, documento riconosciuto in tutta Europa e che entro Maggio 2021 verrà condiviso elettronicamente alle autorità competenti. Tra le informazioni obbligatorie trascritte nel certificato c’è il dato chilometrico, l’elenco delle carenze e la firma del responsabile tecnico che d’ora in poi si chiamerà ispettore, a prova della maggior livello di professionalità richiesto dall’Europa.

Al momento di effettuare un controllo tecnico, l’ispettore deve essere esente da conflitti di interesse, in modo da assicurare, con piena soddisfazione dello Stato membro o dell’autorità competente interessata, che è mantenuto un elevato livello di imparzialità [..] (art.13). Particolarmente rumoroso il bruto occultamento del considerando (introduzione alla normativa) n.34 della 2014/45UE che prevedeva per gli Stati membri la possibilità di prescrivere requisiti in materia di separazione delle attività [..] di controllo e di riparazione per alzare ulteriormente il grado di obiettività, ma a quanto pare sarebbe stato un cambiamento troppo radicale per un paese in cui i centri di revisione nascono dalla costola delle autofficine. Le competenze di base per accedere alla professione di ispettore, tra cui meccanica, dinamica, dinamica del veicolo, materiali e lavorazione dei materiali, elettrotecnica [..] (allegato IV), fanno pensare a nuovi corsi di formazione equipollenti all’esperienza documentabile maturata nel settore. Una volta comprovati i requisiti minimi, si ha diritto al vero e proprio corso di ispettore con  test finale abilitante seguito da frequenti corsi di aggiornamento o esami appropriati per mantenere sempre alta la preparazione degli addetti ai lavori.

Il ruolo della supervisione è affidato alle Direzioni Generali territoriali del dipartimento dei Trasporti (Motorizzazione Civileanche se, vista la nota scarsità di personale e gli oneri gravosi prescritti dal regolamento europeo, si pensava alla delega ad un ente terzo privato. Oltre al nuovo controllo di una percentuale statisticamente valida di veicoli controllati, l’operato degli ispettori verrà monitorato con verifiche in incognito, analisi dei risultati dei controlli tecnici con metodi statistici ed indagini su denunce (allegato V).

Non mancheranno delle nuove attrezzature tra cui un dispositivo per misurare la profondità del battistrada degli pneumatici, un dispositivo di collegamento con l’interfaccia elettronica del veicolo, quale uno scanner OBD ed un dispositivo per rilevare le perdite di GPL/GNC/GNL. Il termine “dispositivo”, associato alla misurazione del battistrada, fa pensare ad un’attrezzatura che va oltre il semplice calibro attualmente in dotazione e probabilmente sarà simile al sistema Easy Tread (foto a destra) presentato dalla Beissbarth ad Autopromotec 2017, una lente ad infrarossi capace in pochi secondi di analizzare nei dettagli lo pneumatico. Lo scanner OBD, a differenza dell’attuale interfaccia per rilevare i giri del motore, viene raccomandato come alternativa all’analisi dei gas di scarico/opacità per i veicoli Euro 6 ed Euro 7 vista la totale inefficienza dell’attuale strumentazione ormai obsoleta (leggi Emissioni diesel fantasma: impossibile monitorarle durante la revisione). La terza novità fa pensare ad un naso elettronico che probabilmente servirà ad estendere ai centri di revisione la possibilità di controllare le bombole di tipo CNG4, per il momento testate solo da officine autorizzate dalle case automobilistiche. L’entrata in vigore del decreto è fissata per il 20 Maggio 2018 con proroghe fino al 1° Gennaio 2023.